sab

23

ago

2014

GUERRE IMPERIALISTE E PETROLIO

 

In Medio Oriente meglio non parlare di petrolio

 

di Robert Fisk (The Indipendent);

 

In Medio Oriente i primi spari di ogni guerra definiscono la narrazione che tutti seguiamo obbedientemente. Così funzione anche questa grande crisi dall’ultima grande crisi in Iraq.

 

I cristiani fuggono per le loro vite? Bisogna salvarli. Gli yazidi che muoiono di fame sulle cime delle montagne? Diamogli del cibo. Gli islamisti che avanzano verso Erbil? Bombardare i loro convogli e la loro “artiglieria” e i loro combattenti, e bombardare ancora e ancora fino a che …. 

 

Bene, la prima pista sulla portata della nostra ultima avventura in Medio Oriente è arrivata a fine settimana, quando Barak Obama ha detto al mondo – nel più nascosto “ampliamento della missione” della storia recente - che “non credo che risolveremo questo problema (sic!) in settimane, ci vorrà tempo”.

 

Allora .. quanto tempo? Per lo meno un mese, ovviamente. E forse sei mesi. O forse un anno? O di più?

 

Dopo la Guerra del Golfo del 1991 -  in realtà ci sono stati tre di questi conflitti negli ultimi tre decenni e mezzo, con un altro in via di sviluppo – gli statunitensi e i britannici imposero una “no fly zone” sul sud dell’Iraq e sul Kurdistan. E bombardarono le “minacce” militari che avevano  scoperto nell’Iraq di Saddam  per i successivi 12 anni.

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ven

22

ago

2014

TUNNEL A GAZA

 

La metropolitana di Gaza

 

di Uri Avnery , Gush Shalom (*) 

 

Tel Aviv non ha il metro. E’ qualcosa di cui si sta parlando da decenni. I vari sindaci l’hanno via via promesso. Ma, disgraziatamente, ancora il metro non c’è.

 

Quando l’esercito israeliano è entrato nella Striscia di Gaza e vi ha  trovato un incredibile sistema di tunnels sotterranei, gli è passata un’idea per la testa: perché non invitare Hamas a costruire il metro di Tel Aviv? Loro hanno l’esperienza, la tecnologia, i progettisti e la mano d’opera.  

 

Ma questa guerra non è uno scherzo. E’ una tragedia terribile. 

 

Dopo 29 giorni (finora) di lotta, chi ha vinto? 

 

E’, naturalmente, troppo presto per trarre conclusioni definitive. Il cessate il fuoco è finito. Ci vorranno mesi e anni per trarre tutte le conseguenze. Ma la saggezza popolare israeliana ha già tirato le proprie conclusioni: è un pareggio.

 

 Questa conclusione, in se stessa, è una specie di miracolo. Per un mese intero i cittadini israeliani sono stati bombardati da  una pioggia di propaganda. Tutti i giorni, per ore, sono stati sottoposti ad un lavaggio del cervello interminabile.

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gio

21

ago

2014

EBOLA

 

Ebola, il nuovo affare delle società farmaceutiche

 

di Marcos Roitman Rosenmann (*)

 

Finchè il virus ha rispettato le frontiere, laggiù in Africa, quel infra-mondo abitato da paria, l’ordine delle cose ha seguito il suo corso. I morti non contavano, salvo quelli appartenenti a organizzazioni religiose, missionari, medici, infermieri e ausiliari di organizzazioni di pelle bianca, trapiantati nell’eufemisticamente chiamato Continente Nero. 

 

Molte vittime dell’Ebola e di altre malattie infettive sono passate alla categoria di Santi e martiri. Religiosi altruisti che danno la loro vita per aiutare il malato. Un modo come un altro di salvare l’anima e redimere il sentimento di colpa proprio dei peccatori.

 

Egualmente medici, sportivi, attori e gente del bel mondo fanno campagne per adottare un bambino, costruire una scuola o un ospedale. L’Africa è un bel posto dove mettere in pratica la condizione di buon samaritano. Persino le Nazioni Unite hanno i loro ambasciatori, gente per bene al servizio di cause umanitarie. Azioni che nobilitano e rivendicano l’homo sapiens sapiens come un essere riflessivo e cosciente, che si affligge per la disgrazia altrui, secondo Adam Smith.

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mer

20

ago

2014

USA: NERO DISARMATO ASSASSINATO

 

Notte di dolore, notte di rabbia

di Mumia Abu-Jamal

Una volta ancora un nero disarmato è stato assassinato dalla polizia.

Anche se i fatti dell’attacco non sono ancora chiari, quello che è chiaro è che un poliziotto ha sparato otto volte al giovane Michael Brown.

Secondo un testimone presente, Brown è stato colpito quando aveva le mani alzate.

Per chi conosce la storia degli Stati Uniti, questo non è per niente strano.

E’ il risultato della funzione sistematica della polizia in tutto il paese: reprimere, monitorare e minacciare la poolazione nera della nazione.

Questo è successo per generazioni.

Vedremo di sicuro portavoce designati a fare appello alla tranquillità, mentre la furia cresce nei cuori dei neri rispetto a questo scandaloso trattamento fatto al giovane.

Quelli che fanno appello alla tranquillità non lo fanno mai ad una vera giustizia, perchè questa implica l’eguaglianza, e chi osa esigere che i poliziotti siano trattati come la gente che opprimono?

Questi portavoce non hanno alcun influenza sulle forze repressive; di fatto nessun politico nel paese ce l’ha, perchè tutti sono stati comprati o venduti.

Ascoltate le voci dei politici “neri”.

Ascoltate le voci dei politici bianchi.

Ascoltate il loro feroce silenzio.

Quello di cui c‘è bisogno nei sobborghi di St. Louis, Missouri – e in ogni comunità nera negli Stati Uniti – sono collettivi neri che siano indipendenti, decisi e rivoluzionari.

Collettivi decisi a proteggere la vita e il benessere della gente nera. Punto.

Le strutture politiche esistenti – che tacciono davanti ad atrocità come questa – ci sono mancate e non si possono cambiare per servire i nostri interessi.

E’ ormai ora di imparare da questa situazione e di costruire qualcosa per risolvere le nostre necessità attuali e future.

 

Dalla nazione incarcerata, Mumia Abu-Jamal.

da: lahaine.org; 11.8.2014

 

(traduzione di Daniela Trollio Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli” Via Magenta 88, Sesto S.Giovanni)

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mar

19

ago

2014

BOMBARDAMENTI IN IRAQ

 

Neanche uno dei nove motivi del bombardamento dell’Iraq è “umanitario”

di  Nazanin Armanian (*)

Barak Obama non è riuscito a resistere alla tentazione (o alle pressioni dei suoi avversari) ed è diventato il quarto presidente degli USA a bombardare l’Iraq, utilizzando gli stessi pretesti “benevoli” per lo stesso obiettivo principale: mantenere il controllo USA sull’idrocarburo iracheno.  Lo rivela la cronologia dei fatti, da che un settore dei terroristi dello Stato islamico (EI) – chiamati “ribelli siriani”,  che l’Occidente, la Turchia e l’Arabia Saudita armano –è entrato lo scorso dicembre in Iraq, seminando panico e morte tra la popolazione.

Ci sono già alcune risposte alla domanda: “perché Obama non ha lottato contro Al Qaeda in Iraq?” fino alla settimana scorsa.

 

Vediamo come l’inazione USA, così come l’attuale aggressione militare, sono state interessate e ben calcolate:

. Il giorno di Natale 2013 gli yihaidisti attentano contro la chiesa della Vergine Maria a Bagdad e uccidono 35 cristiani. Washington non fa nulla;

. Gennaio 2014; assaltano Falluja e Ramadi, uccidendo centinaia di persone. Neanche qui gli USA intervengono.

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dom

17

ago

2014

PROVOCAZIONI USA CONTRO CUBA

 

La USAID e la politica della sedizione permanente

 

di Atilio Boron (*)

Giorni fa un cablo dell’Associated Pres  (AP) informava che la USAID, l’Agenzia Internazionale degli Stati Uniti per lo Sviluppo, aveva inviato come turisti a Cuba un gruppo di giovani di diversi paesi latinoamericani con l’obiettivo di promuovere la politicizzazione e la ribellione della – secondo l’Agenzia – “apatica gioventù cubana” e di identificare “attori potenziali del cambiamento sociale”.

L’iniziativa è stata adottata nell’ottobre 2009, sei giorni dopo che le autorità dell’isola avevano arrestato Alan Gross, un presunto esperto di questioni dello sviluppo che, in veste di  contrattista dell’USAID, aveva introdotto illegalmente a Cuba tecnologia informatica. Gross era stato raccomandata per questo compito dal Comitato Ebreo Americano e inviato sull’Isola con l’apparente proposito di aiutare la comunità ebrea cubana a connettersi a Internet.

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gio

14

ago

2014

L'EBOLA E LE ARMI CHIMICHE USA

 

 Il Pentagono e l’Ebola

 

di Néstor Garcìa Iturbe (*)

 

E’ internazionalmente noto che da molti anni il governo degli Stati Uniti, e in particolare il Pentagono, utilizzano le installazioni esistenti a Fort Detrix come laboratorio per lo sviluppo di armi chimiche, biologiche, virus di ogni tipo, esperimenti sul controllo della mente, antrace, i cosiddetti patogeni esotici e tutto ciò che può essere utilizzato contro quanto si consideri un pericolo al regime vigente, che sia straniero o no.

Nell’insieme di tutti questi virus, non poteva mancare quello dell’Ebola, a cui stanno lavorando da più di trent’anni. Il progetto di ricerca, che copre vari tipi di virus compreso l’Ebola, è stato chiamato USAMRIID, vi lavora il virologo Dr. Peter B. Jahrling, sotto la direzione di Thomas W. Geisbert.

 

I documenti del Pentagono dicono che “il proposito è sviluppare vaccinazioni e cure” per la suddetta malattia.

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mer

13

ago

2014

CONTRO LE GUERRE IMPERIALISTE

 

Per un Comitato ed una Piattaforma Globale contro le Guerre!

di Nazanin Armanian(*)

 

Stupore e impotenza sono i sentimenti che ci hanno riempiti davanti alla macelleria organizzata dal governo israelino a Gaza.

 

La Palestina si è sentita sola, e a ragione, non solo per il silenzio e la passività complice dei governi “musulmani” (alcuni hanno persino proibito manifestazioni di appoggio alle vittime), o di una ONU decotta con un Segretario Generale agli ordini degli Stati Uniti, ma anche per le poche, sporadiche e scoordinate proteste organizzate che ci sono state a livello mondiale, oltre ad un “mi piace” e “condivido” dell’attivismo internautiano da sofà.

 

Questo insieme di fattori, che ha spinto il governo di Netanyahu a continuare a sterminare gli abitanti di Gaza, significa anche il fallimento dei milioni di persone che in tutto il mondo lottano in modo attivo per un mondo giusto, non avendo potuto frenare una sterminio umano che accade davanti ai nostri occhi, situazione descritta dal poeta persiano Siyavosh Kasrai in uno dei suoi haiku: 

 

Solo nella mia conchiglia

 

con una sola goccia di pioggia,

 

tessevo il sogno di essere una perla

 

senza rendermi conto che, in silenzio,

 

il mare si seccava all’altro lato del muro del mio cuore. 

 

L’offensiva israeliana è coordinata al nuovo giro di attacchi militari degli Stati Uniti all’Iraq, col pretesto di portare aiuto a circa 100.000 iracheni cristiani e yzadi – accusati di adorare il demonio – perseguitati dallo stesso gruppo islamista che la NATO arma in Siria.

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mar

12

ago

2014

PIANI USA CONTRO CUBA

 

Obama, l’attivo anticastrista

 

di Fernando Ravsberg (*)  

 

I piani di Washington per destabilizzare il governo cubano si sono scontrati con l’apertura dell’isola e l’influenza sempre più scarsa della dissidenza.

 

L’agenzia statunitense Associated Press (AP) sembra decisa a rendere pubblici tutti i piani del governo USA. La sua prima grande rivelazione è stata che Alan Gross – lo statunitense incarcerato all’Avana – stava trafficando con sistemi elettronici di comunicazione tanto sofisticati da essere in uso al Pentagono e alla CIA.

 

Inoltre ha dimostrato che egli, per realizzare tali operazioni, aveva guadagnato centinaia di migliaia di dollari da Washington, il che scalfisce pesantemente l’immagine del disinteressato cooperante ebreo che rischia la libertà per portare l’accesso a internet alla sua comunità sull’isola.

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sab

09

ago

2014

CAPITALISMO

 

Neoliberismo e fondi avvoltoio

 

di Emir Sader (*)

 

Mentre si esauriva il lungo ciclo espansivo del capitalismo, si impose il dibattito sulle ragioni di questo esaurimento e sulle forme di ripresa dello sviluppo economico. Trionfò la rinata versione del liberismo, reclamata a gran voce in particolare da Ronald (Reagan), che disse che si sarebbero dovuti sospendere i limiti alla libera circolazione del capitale, si sarebbe dovuto de-regolamentare.

 

Il capitale sarebbe tornato a circolare, ci sarebbero stati investimenti, le economie  sarebbero tornate a crescere e tutti ne avrebbero guadagnato. 

 

Fu promossa la libera circolazione del capitale su scala globale, tramite l’apertura dei mercati nazionali, la privatizzazione dei patrimoni pubblici, la mercificazione di ciò che prima erano i diritti, la precarizzazione delle relazioni di lavoro, la ritirata dello Stato e la centralità dei mercati.

 

Ma quello che successe fu diverso da quanto previsto.

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ven

08

ago

2014

LE GUERRE NON SONO MAI SANTE

 

In nome di Yahvé, sterminate quegli Untermensch! (1)

 

di Nazanin Armanian (*)

L’assassino guarda il fantasma della vittima, Non gli occhi, senza rimorso. Dice a quelli intorno a lui: non rimproveratemi, Avevo paura (....) E’ stata legittima difesa. La vittima dovrabbe chiedere scusa all’assassino per il trauma Che gli ha causato! (...) Ma che colpa ha il bambino? Risposero: Crescerebbe e farebbe paura al figlio dell’impaurito. E che colpa aveva la donna? Dissero: Avrebbe partorito la memoria . (....) E acclamarono: la paura, non la giustizia, è il fondamento del potere. Il fantasma della vittima apparve loro nel cielo limpido. Ma quando aprirono il fuoco contro di lui, Non videro neppure una goccia di sangue... Ed ebbero paura!  

                                                                                            Mahmud Darwish (2) 

 

Mentre preparavano la conquista militare del Vicino  Oriente e dell’Asia centrale nel 1990 e nel 2000, gli USA e i loro  soci lanciarono una grande campagna pubblicitaria contro l’Islam e i musulmani, presentando gli abitanti di 52 paesi del mondo (salvo che alcuni regimi totalitari, misogini e finanziatori del terrorismo, come l’Arabia Saudita, l’amica) come barbari e selvaggi, bisognosi di un’iniezione di civiltà “giudeo-cristiana”, che trasportavano migliaia di mercenari, carri armati e bombe.

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gio

07

ago

2014

LA BARBARIE DI HIROSHIMA

 

Hiroshima dimenticata

 

di Atilio Boron (*)

 

In un giorno come oggi, ma 69 anni fa, fu commesso un atto di barbarie inusitata per la sua mortale efficacia e la sua smisurata scala distruttiva: la città giapponese di Hiroshima fu letteralmente spazzata dalla faccia della terra da una bomba atomica gettata dall’Enola Gay, un bombardiere B52 degli Stati Uniti.

 

In un solo istante circa 80.000 persone delle 350.000 che vivevano in questa città furono calcinate e ridotte in cenere da un vento radioattivo di più di 2.000 gradi di temperatura.

 

Passati pochi anni si sarebbero aggiunte da 50 a 80 mila nuove vittime, oltre a quelli che sopravvissero con orribili bruciature e lesioni di ogni tipo e ai nuovi nati con insanabili malformazioni che avrebbero segnato loro tutta la vita.

 

In una mostra di sadismo senza precedenti il presidente Harry Truman ordinava un secondo bombardamento atomico, questa volta sopra Nagasaki, altra città indifesa come la precedente, sterminando altre 73.000 persone in meno di un secondo.

 

Il conteggio  totale delle vittime che morirono a causa dei due bombardamenti – tanto quelli che morirono subito quanto quelli che lo fecero in seguito – arrivava, nel 2008, a poco più di 400.000 persone.

 

Il racconto statunitense ufficiale è che il bombardamento atomico precipitò la resa incondizionata del Giappone e mise fine alla Seconda Guerra Mondiale, risparmiando così migliaia di vite di soldati nordamericani.

 

Ma la storia è diversa.

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gio

07

ago

2014

ISRAELE STATO TERRORISTA

 

 

 

In Difesa della Palestina

 

di Evo Morales ed altri; da: alainet.org; 5.8.2014 

 

La Rete di Difesa dell’Umanità (REDH), davanti ai tragici fatti che sta vivendo il popolo fratello palestinese a Gaza, compie il suo dovere nell’esprimere quanto segue: 

 

Dichiariamo la nostra adesione alle parole del compagno Evo Morales, fondatore della Rete di Difesa dell’Umanità e Presidente dello Stato Plurinazionale di Bolivia, con cui dichiara Israele uno Stato terrorista. 

 

Manifestiamo la nostra assoluta ripulsa del genocidio che il popolo palestinese soffre per mano di uno Stato fondato sulla spoliazione e l’occupazione coloniale dei territori palestinesi.

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mer

06

ago

2014

ASSEDIO CRIMINALE A GAZA

 Incubo a Gaza

 

di Noam Chomsky (*)  

 

Tra tutti gli orrori dispiegati nella più recente offensiva israeliana a Gaza, l’obiettivo di Tel Avi è semplice: tornare, zitti zitti, alla norma. 

 

In Cisgiordania la norma è che Israele continui la sua costruzione illegale di colonie e infrastrutture per poter integrare nel suo territorio qualsiasi cosa di valore, mentre confina i palestinesi in angoli impossibili e li sottomette a repressione e violenza.

 

A Gaza la norma è un’esistenza miserabile sotto un assedio crudele e distruttivo, che Israele amministra per permettere soltanto la sussistenza, e nulla di più. 

 

La più recente scalata israeliana è stata scatenata dal brutale assassinio di tre giovani di una comunità di coloni nella  Cisgiordania occupata. Un mese prima, due bambini palestinesi (in realtà erano 4, n.d.t.) vennero uccisi dalle pallottole nella città di Ramallah, in quella stessa zona.

 

Questo fatto ha risvegliato poca attenzione, il che è comprensibile visto che si tratta di routine.

 

“L’indifferenza istituzionalizzata per la vita dei palestinesi in Cisgiordania spiega non solo perché ricorrono alla violenza – scrive Mouin Rabbani, un analista del Medio Oriente – ma anche il più recente attacco israeliano alla Striscia di Gaza”.

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mar

05

ago

2014

LE MENZOGNE DI ISRAELE

 

La guerra degli inganni di Israele

 

di Gideon Levy (*)

 

E’ cominciata come una guerra per scelta. Si è trasformata in una guerra senza senso. E’ già piuttosto ovvio che non otterrà niente sul lungo periodo. Potrebbe anche degenerare in un disastro, e alla fine risulterà che è stata una guerra di inganni, Israele ha mentito a se stessa fino alla rovina. 

 

La prima menzogna è che non c’era alternativa.

 

Non è difficile immaginare cosa sarebbe successo se Israele non avesse  interrotto i negoziati di pace; se non avesse lanciato una guerra totale contro Hamas in Cisgiordania, a causa del (progettato) assassinio dei tre adolescenti israeliani; se non avesse fermato il trasferimento dei fondi destinati al pagamento dei salari del governo nella Striscia di Gaza; se non avesse lottato contro il governo di unità palestinese; e se avesse alleggerito il suo blocco alla Striscia di Gaza.

 

I razzi Kassam sono stati una risposta alle decisioni di Israele.

 

Poi le mete sono cresciute come palle di neve, come sempre succede in guerra – dal fermare i razzi a trovare e distruggere i tunnel, fino alla smilitarizzazione di Gaza. La palla di neve potrebbe benissimo continuare a crescere, chi sa fino a dove. “Il tranquillo incontrerà il tranquillo”. Lo ricordate?

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ven

01

ago

2014

ISRAELE E L'INDUSTRIA DELLE ARMI

 

Alcuni motori dell’aggressione israeliana

 

di Charles-André Udry (*) 

 

L’aggressione dello Stato di Israele ha come obiettivo il popolo palestinese e i suoi diritti continuamente negati. Non si tratta di una “guerra contro Hamas”. Al di là dei massacri dei civili e della distruzione delle infrastrutture e delle case di Gaza, la repressione criminale della polizia israeliana e gli attaccchi dei coloni chiamati “estremisti” contro le numerose manifestazioni di massa dei palestinesi nella Cisgiordania occupata lo dimostrano. 

 

La guerra condotta da un esercito che pretende di definirsi “esercito di difesa”  rimonta a diversi fattori.

 

Tra questi ce ne sono due da sottolineare.

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ven

01

ago

2014

INTERVISTA A RADIO BLACKOUT

 

Pubblichiamo per chi ha voglia di ascoltare, alcuni minuti della chiacchierata fatta in diretta con radio blackout sui risultati delle lotte del nostro “Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio”.Per sentirla cliccare qui sotto.    

 

http://radioblackout.org/2014/07/amianto-epilogo-positivo-per-le-vertenze-milanesi/

 

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gio

31

lug

2014

GAZA: CONTINUANO I BOMBARDAMENTI

 

Gaza e la vergogna eterna

 

di Ricardo Alarcòn de Quesada (*); da: cubadebate.cu; 28.7.2014 

 

Il Medio Oriente occupava i titoli di prima pagina  a causa della bancarotta della strategia nordamericana che oggi vacilla, soprattutto in Iraq e Siria, quando – fino ad un certo punto sorprendentemente – l’attenzione si è centrata su Gaza. 

 

Gaza non è un paese. Il suo profilo quasi non si distingue sulle carte geografiche. Una striscia stretta, appena 10 chilometri di larghezza e meno di 60 di longitudine. Separata dal resto della Palestina araba, accerchiata dalle truppe israeliane che occupano tutte le terre vicine e anche le acque del Mediterraneo che bagnano il suo fianco sinistro. 

 

Non si può entrare e neanche uscire. Il lettore ricorderà sicuramente l’assalto piratesco della marina israeliana ad una nave che voleva portare aiuti umanitari, alcuni mesi fa. Sono già più di 8 anni che la Striscia è sottomessa ad un rigoroso blocco militare.

 

Secondo alcuni specialisti dell’ONU, il territorio sarà inabitabile nel 2020. Ma oggi ha una densità di popolazione tra le più elevate del pianeta, un milione e mezzo di abitanti, la metà minori di 18 anni, il 70% sotto il livello di povertà e con il 50% di disoccupazione.

 

Il 90% sopravvive in campi di rifugiati.

 

In realtà Gaza è un enorme ghetto, il più grande e quello che dura da più tempo. E ora, nuovamente, soffre bombardamenti indiscriminati e la massiccia invasione delle truppe israeliane.

 

Un’altra guerra ingiustificabile e atroce.

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mar

29

lug

2014

GAZA E IL GHETTO DI VARSAVIA

 

Gaza e il ghetto di Varsavia

 

di Melvin A.Goodman (*)  

 

Il Ghetto di Varsavia fu il più grande di tutti i ghetti ebrei dell’occupazione nazista in Europa nella 2° Guerra Mondiale.

 

La Striscia di Gaza è il più grande ghetto palestinese in Medio Oriente ed il più densamente popolato del mondo. 

 

I tedeschi chiusero il Ghetto di Varsavia al mondo esterno nel 1940.

 

Israele si ritirò da Gaza nel 2005, ma mantiene il controllo esclusivo dello spazio aereo e delle acque territoriali di Gaza. Controlla il movimento di persone e merci dentro e fuori da Gaza.

 

Come risultato l’Unione Europea e l’osservatorio dei Diritti Umani, così come le agenzie delle Nazioni Unite, ritengono Gaza ancora occupata da Israele. 

 

La disoccupazione era un problema importante nel Ghetto di Varsavia e più di 100.000 residenti morirono per malattie o inazione.

 

Il blocco israeliano ed egiziano di Gaza ha devastato l’economia e causato la scarsità di medicinali di base e di apparecchiature mediche. Nel 2010 il primo ministro britannico, David Cameron, disse che “i beni umanitarie le persone devono scorrere in entrambe le direzioni. Non si può e non si deve permettere che gaza venga mantenuta nella condizioni di un campo di prigionia”.

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gio

24

lug

2014

CONTINUANO LE BOMBE SU GAZA

 

Quanti bambini ha il diritto di uccidere Israele per vendicarsi?

 

da: Ajintem.com; 23.7.2014 

 

 

 

Che ci siano vittime mortali di primo grado e morti di secondo (e di terzo, di quarto….) viene tragicamente dimostrato questa domenica con il trattamento delle informazioni delle mattanze di civili a Gaza. 

 

La quasi totalità dei mezzi di comunicazione occidentali hanno aperto le loro pagine e i telegiornali con la situazione in Ucraina orientale dopo l’abbattimento dell’aereo passeggeri di tre giorni fa, mentre hanno passato in secondo piano il massacro di civili commesso dall’esercito israeliano nel quartiere di Shayahià di Città di Gaza. Su TVE si è anche definito “battaglia” il bombardamento massiccio dell’Aviazione contro una zona sovrappopolata, che ha ucciso più di 80 innocenti, in maggioranza donne, bambini e anziani. 

 

Grandi spazi televisivi e innumerevoli pagine scritte sono state dedicate a narrare la tragedia di familiari e amici dei morti del volo MH-17. Ma le brevi cronache degli inviati speciali nella Striscia, giornalisti che tentavano di sintetizzare l’orrore della catastrofe umanitaria intorno a loro, erano le uniche denunce dell’atrocità che Israele stava commettendo in quel gigantesco campo di concentramento all’aria libera.

 

E nessun mezzo di informazione si è preso la briga di raccontare le tragiche storie personali delle famiglie mutilate da questi crimini di guerra.

 

Le vittime palestinesi non erano altro che fredde cifre, solo numeri di danni collaterali in un’operazione militare difensiva.

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mer

23

lug

2014

CRIMINI CONTRO L'UMANITA'

 

USA, leader mondiale in “crimini internazionali

 

di Noam Chomsky (*)  

 

L’articolo di fondo del New York Times del 26 giugno mostra la foto di una donna che piange un iracheno assassinato, una delle innumerevoli vittime della campagna del cosiddetto Stato Islamico in cui l’esercito iracheno, armato e addestrato per anni dagli Stati Uniti,  si è dissolto rapidamente, abbandonando gran parte dell’Iraq ad alcuni militari, esperienza per niente nuova nella storia imperiale.

 

Sopra la fotografia c’è la famosa frase del giornale: Tutte le notizie che è appropriato stampare 

 

C’è un’omissione cruciale. L’articolo di fondo dovrebbe ripetere le parole del processo  ai capi nazisti di Norimberga, che dovrebbero essere ripetute fino a penetrare nella coscienza generale: l’aggressione è il supremo crimine internazionale, diverso da altri crimini di guerra solo perché contiene in se stesso il male accumulato da tutti.

 

E, insieme a queste parole, dovrebbe esserci l’ammonizione di Robert Jackson, l’accusatore principale degli Stati Uniti in quel processo: Il fondamento su cui giudichiamo questi accusati sarà il fondamento su cui la storia ci giudicherà domani. Dare un calice avvelenato a questi accusati è accostarlo anche alla nostra bocca. 

 

L’invasione dell’Iraq da parte di Stati Uniti e Gran Bretagna è stato un esempio da libro di testo di quello che è un’aggressione. Gli apologisti invocano nobili intenzioni, che sarebbero irrilevanti anche se fossero dimostrate.

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mar

22

lug

2014

BOMBARDAMENTI A GAZA

 

Il progressivo genocidio di Israele nel ghetto di Gaza

 

di Ilan Pappe (*)

 

In un articolo pubblicato nel settembre 2006 su The Electronic Intifada definivamo la politica israeliana riferita a Gaza come genocidio progressivo.

 

Disgraziatamente l’attuale attacco di Israele a Gaza indica che questa politica continua in tutta la sua furia. Il termine è importante visto che pone adeguatamente la brutale azione di Israele (quella di allora e quella di adesso) in un quadro storico più ampio.

 

Si deve insistere su questo contesto visto che la macchina di propaganda israeliana cerca ogni volta di caratterizzare le sue politiche fuori dal contesto e trasforma il pretesto in una nuova ondata di distruzione che in ogni occasione trova la giustificazione principale per un’altra serie di mattanze indiscriminate nei campi della morte della Palestina.

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lun

21

lug

2014

RIFLESSIONE DI FIDEL CASTRO RUZ

 

Provocazione insolita

 

di Fidel Castro Ruz 

 

Questa mattina le informazioni cablografiche erano sature dell’insolita notizia che un aereo della linea Malaysia Airlines era stato colpito a 10.100 metri d’altezza mentre volava sul territorio dell’Ucraina, sulla rotta sotto controllo del bellicoso governo del re del cioccolato , Petro Poroshenko. 

 

Cuba, che è sempre stata solidale con il popolo dell’Ucraina, e nei giorni difficili della tragedia di Chernobyl si è curata della salute di molti bambini colpiti dalle nocive radiazioni dell’incidente e che sarà sempre disposta a continuare a farlo, non può non esprimere il suo ripudio per l’azione di questo governo antirusso, antiucraino e filo imperialista. 

 

A sua volta, concordando con il crimine dell’aereo della Malaysia, il primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu, capo di uno stato nucleare, ordinava al suo esercito di invadere la striscia di Gaza, dove sono già morti in pochi giorni centinaia di palestinesi, molti di essi bambini.  Il presidente degli Stati Uniti ha appoggiato l’azione, definendo il ripugnante crimine un atto di legittima difesa.

 

Obama non appoggia Davide contro Golia, ma Golia contro Davide. 

 

Come è noto, giovani uomini e donne del popolo di Israele, ben preparati al lavoro produttivo, saranno esposti a morire senza onore né gloria.

 

Ignoro quale sarà la dottrina militare dei palestinesi, ma so che un combattente disposto a morire può difendere persino le rovine di edificio finchè ha un fucile, come dimostrarono gli eroici difensori di Stalingrado.

 

 Voglio solo esprimere la mia solidarietà all’eroico popolo che difende l’ultimo ridotto di quella che è stata la sua patria per migliaia di anni.

 

http://www.cubadebate.cu/wp-content/uploads/2014/07/Firma-de-Fidel-17-de-julio-de-2014-peq-300x156.jpg

 

Fidel Castro Ruz
Julio 17 de 2014
11 y 14 p.m.

 

da: cubadebate.cu; 17.7.2014.

 

 

 

(traduzione di Daniela Trollio

 

Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli”

 

Via Magenta 88, Sesto S.Giovanni)

 

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ven

18

lug

2014

CRIMINI DI ISRAELE CONTRO L'UMANITA'

 

Il tormento di Gaza e i crimini di Israele sono nostra responsabilità

 

di Noam Chomsky (*)

 

Alle 3 di notte del 9 luglio, nel mezzo del più recente esercizio della barbarie israeliana, ho ricevuto una telefonata di un giovane giornalista palestinese da Gaza. In sottofondo potevo sentire le grida del suo bambino piccolo in mezzo alle esplosioni e al ruggito dei jet che sparavano contro qualsiasi civile si muovesse e anche contro le case. 

 

Questo giovane aveva appena visto saltare per aria un suo amico, che girava su un’auto indicata chiaramente come veicolo della stampa. Riusciva a sentire le grida che venivano dalla casa vicina, dopo l’esplosione, ma non poteva uscire per paura di trasformarsi a sua volta in bersaglio. 

 

Si tratta di un quartiere tranquillo. Non ci sono obiettivi militari … salvo i palestinesi, che sono il bersaglio della macchina ad alta tecnologia che Israele possiede grazie al fatto che gli Stati Uniti gliela forniscono. 

 

Il mio amico ha detto che il 70% delle ambulanze sono state distrutte e che, di tutti i morti e i feriti, circa due terzi sono donne e bambini. Ben pochi attivisti di Hamas sono stati vittime dei bombardamenti. Sono le vittime abituali.

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mer

16

lug

2014

GAZA

 

Nel novembre 2012 il grande scrittore uruguaiano Eduardo Galeano scriveva le parole che seguono sul martirio di Gaza. Paradossalmente e tragicamente queste parole valgono ancor oggi: non è cambiato niente e, riflettendoci bene, la colpa è anche nostra.

 

  Gaza

di Eduardo Galeano 

 

Tutto indica che questa carneficina di Gaza, che secondo i suoi autori vuole farla finita con i terroristi, non farà altro che moltiplicarli. 

Dal 1948 i palestinesi vivono condannati all’umiliazione perpetua. Non possono neppure respirare senza permesso. Hanno perso la loro patria, le loro terre, la loro acqua, la loro libertà, il loro tutto. Non hanno neanche il diritto di eleggere i loro governanti. Quando votano chi non devono votare vengono castigati. Gaza viene castigata. E’ diventata una trappola per topi senza uscita da quando Hamas ha vinto limpidamente le elezioni nell’anno 2006. Qualcosa di simile era successo nel 1932, quando il Partito Comunista aveva trionfato nelle elezioni in El Salvador. Bagnati nel sangue, i salvadoregni espiarono la loro cattiva condotta e da allora vissero sottomessi a dittature militari.

La democrazia è un lusso che non tutti meritano.

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mar

15

lug

2014

PALESTINA

 

L’atrocità

 

di Uri Avnery (*) 

 

Piovono bombe su Gaza e missili nel sud di Israele, la gente sta morendo e le case vengono distrutte. Un’altra volta. 

 

Un’altra volta, senza alcuno scopo. Un’altra volta con la certezza che, quanto tutto sarà finito, tutto continuerà essenzialmente come prima. 

 

Ma non riesco quasi a sentire le sirene che avvertono dei missili che arrivano verso Tel Aviv,. Non mi posso togliere dalla mente la cosa orribile che è successa a Gerusalemme. 

 

Se una banda di neonazisti avesse sequestrato nel buio della notte un ragazzino di 16 anni in un quartiere ebraico di Londra, l’avesse portato ad Hyde Park, l’avesse colpito, gli avesse versato benzina in gola e addosso e gli avesse dato fuoco, cosa sarebbe successo?

 

Il Regno Unito non sarebbe scoppiato in una tormenta di rabbia e di disgusto?

 

La regina non avrebbe espresso la sua indignazione?

 

Il primo ministro non si sarebbe affrettato ad andare a casa della famiglia del morto per chiedere scusa in nome di tutta la nazione?

 

I leaders neonazi e chi li appoggia attivamente e gli fa il lavaggio del cervello non sarebbero stati accusati e condannati?

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mer

09

lug

2014

IRAQ

 

Il Califfo di Bagdad

 

di Adriàn Mac Liman (*)

 

Tutto è cominciato con uno strano e inaspettato annuncio: i membri dello Stato Islamico dell’Iraq e della Siria (ISIS), incapaci di far fronte all’offensiva dell’esercito regolare di Damasco, hanno deciso di abbandonare Aleppo per addentrarsi in suolo iracheno. Curiosamente la mal denominata ritirata strategica è sboccata nella spettacolare occupazione della metà Nord dell’antica Mesopotamia e nella proclamazione del Califfato islamico, cioè di un’entità confessionale che rifiuta le limitazioni geografiche del mondo moderno e, se si preferisce, i confini artificialmente stabiliti all’inizio del XX secolo dall’accordo Sykes-Picot. 

 

I combattenti dell’ISIS non hanno avuto dubbi nel proclamare califfo il loro leader, Abu Bakr al Bagdadi, un radicale islamico nato 43 anni fa nella località irachena di Samarra. Il califfo ha annunciato che distruggerà la Kabba, la mitica pietra posta nella Mecca e che conquisterà i paesi sauditi per poter trasportare il centro delle operazioni dell’ISIS nella terra degli wahabiti. Con questo avvertimento, al Bagdadi riprende il discorso di Osama bin Laden, che era solito definire la Casa di Saud troppo tenera al momento di applicare i precetti dell’Islam tradizionale. Per l’autoproclamato successo di Maometto per … volontà di Allah, il mondo musulmano deve tornare alle sue radici, alla guerra contro l’infedele.

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mar

08

lug

2014

PALESTINA

 

IL PREZZO DELLA COLONIZZAZIONE SIONISTA

 

In Palestina sono stati ritrovati i corpi di tre coloni scomparsi il 12 giugno scorso e subito sui media di mezzo mondo si è assistito ad una sconcertante e ipocrita mistificazione della realtà che quotidianamente si vive in quella terra da oltre 66 anni.

 

La propaganda filosionista si è messa in moto facendo perno sull'emotività suscitata dalla morte di tre coloni eliminando invece il contesto in cui questo fatto si inserisce, ossia la colonizzazione armata della Palestina: una realtà fatta di morte, distruzione e terrore ai danni dei palestinesi, una realtà fatta di pulizia etnica portata avanti da chi portavoce dell'ideologia sionista continua a colonizzare una terra abitata da altri sulla base del mito della “terra promessa al popolo eletto”.

 

Una realtà in cui pogrom in stile nazista contro i palestinesi non sono un'eccezione ma una quotidianità, come dimostra ciò che sta avvenendo in queste ore in cui si assiste ad una vera e propria caccia al palestinese da parte di gruppi di coloni che al grido di "morte agli arabi" stanno scatenando una rappresaglia che ha portato non solo al ferimento di una bambina di 9 anni, volontariamente investita con la macchina da un gruppo di coloni, ma anche al rapimento e all'uccisione di Mohammed Abu Khdeir, un ragazzo di 16 anni il cui corpo è stato dato alle fiamme. Di lui non sentiremo parlare ai telegiornali, né assisteremo ad alcun funerale in diretta, d'altronde si sa, i morti palestinesi non fanno notizia. I tre coloni fanno parte di questa realtà, fatta di occupanti-colonizzatori che sistematicamente con le armi si insediano nelle terre e nelle case altrui, una realtà fatta di coloni e colonizzati.

 

Chi vuole negare questa realtà mente spudoratamente. Chi, come l'Autorità Nazionale Palestinese, accoglie e fa propria la tesi che equipara occupanti e occupati è un collaboratore o un sionista.

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lun

07

lug

2014

IRAQ

 

Consiglieri militari”: il ritorno  in Iraq?

 

di Mumia Abu Jamal; da: lahaine.org; 4.7.2014 

 

Con la notizia che il presidente Barak Obama sta inviando 300 consiglieri militari in Iraq (identificati come Forze Speciali), forse stiamo per vedere l’inizio di una nuova fase della guerra contro questo paese. 

 

Ci hanno assicurato che questa guerra è già finita e che la maggior parte delle truppe statunitensi si sono ritirate. Così il presidente può affermare di aver mantenuto una delle sue promesse della campagna elettorale: metter fine ad una guerra impopolare.

 

Ma l’impressionante successo dell’esercito insorto dell’ISIS (Stato islamico dell’Iraq e della Siria) e la conseguente occupazione di più di un terzo del territorio iracheno, insieme agli evidenti fallimenti, corruzione e assoluta incompetenza del governo di Nuri al-Maliki, hanno aperto porte che si credevano chiuse una volta per sempre.

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sab

05

lug

2014

PALESTINA

 

Inumani palestinesi

 

di Santiago Alba Rico (*)

 

Dopo il sequestro e l’assassinio di Mohamed Abu Khdeir, palestinese di 16 anni, la polizia israeliana – ci dicono i giornali – “sta investigando se si debba ad un attacco per vendetta di estremisti per l’assassinio di tre adolescenti israeliani” pochi giorni prima. Sembra ragionevole investigare sulle ragioni di un assassinio e fermare i suoi autori, ma questa stessa “investigazione” rivela l’anomalia strutturale su cui si fondano le pratiche poliziesche in Israele.

 

Quando, due settimane fa, tre adolescenti israeliani sono stati sequestrati e quindi assassinati, né la polizia né il governo si sono dati il fastidio di investigare se non si fosse per caso trattato di un attacco di vendetta per l’occupazione, la distruzione di case, le umiliazioni, le torture, gli arresti di massa, i bombardamenti.

 

Il governo israeliano ha accusato immediatamente Hamas, nonostante questa abbia rifiutato ogni responsabilità, e ha scatenato un’operazione - diciamo di routine poliziesca - nel corso della quale l’esercito di occupazione ha incarcerato 420 palestinesi, perquisito più di 2.000 case e ucciso cinque persone, tre delle quali anch’esse adolescenti.

 

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gio

03

lug

2014

EUROPA-USA: LIBERO SACCHEGGIO

 

Europa-USA: libero commercio, libero saccheggio

 

di Daniela Trollio (*) 

 

Mentre ancora non si sono spente analisi, valutazioni e discussioni sulle passate elezioni europee e sugli equilibri che ne usciranno, nelle segrete stanze di Bruxelles si sta cucinando un piatto piuttosto indigesto, che può cambiare il volto della spelacchiata Europa che conosciamo.  

 

Questo piatto si chiama TAFTA (Trans-Atlantic Free Trade Agreement) o TIPPT: il trattato di libero commercio tra Stati Uniti e Europa, che stanno discutendo Karel De Gouth, commissario europeo al commercio, e Mike Forman, il rappresentante governativo nordamericano.

 

Ben pochi ne sono a conoscenza e meno ancora ne hanno parlato, nonostante si tratti di uno degli accordi “commerciali” più ampi e decisivi della storia, visto che riguarda 800 milioni di persone e due potenze che rappresentano più del 40% del PIL (prodotto interno lordo) mondiale, anche se i negoziati sono iniziati dalla metà del 2013 e  proseguono nella più completa opacità.

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mer

02

lug

2014

AssoPacePalestina

 

Comunicato

Ogni morte, palestinese o israeliana che sia, pesa sulle nostre coscienze come un macigno. La Comunità Internazionale ne porta le responsabilità.

Ogni morte ci diminuisce!

 

AssoPacePalestina ritiene che l'assassinio dei tre giovani coloni israeliani sia un crimine che non può essere giustificato e checoloro che  lo hanno commesso non siano certamente "eroi".

 

Hanno  tolto la vita a tre persone disarmate e minato  fortemente la causa palestinese, oltretutto nel momento in cui si era formato un governo di  unità nazionale.

 

Tutto ciò però non giustifica minimamente le rappresaglie messe in atto dal governo israeliano, che per ricercare i tre giovani e trovare i responsabili ha messo a ferro e fuoco un’intera popolazione punendola collettivamente per un crimine commesso da precisi responsabili.

 

Ogni morte, palestinese o israeliana che sia, pesa sulle nostre coscienze come un macigno.

 

Pesa sulle responsabilità della Comunità Internazionale che, pur essendo consapevole delle persistenti violazioni delle risoluzione delle Nazioni Unite e dei diritti umani da parte del governo Israeliano, non ne fa pagare il prezzo a Israele, limitandosi a semplici rimbrotti.

 

Nel leggere le dichiarazioni di Ministri israeliani e dello stesso primo ministro si resta annichiliti per la volontà distruttiva che esprimono.

 

Demolire le case delle famiglie dei  due presunti colpevoli fa parte di una cultura della vendetta che dovrebbe appartenere al passato tribale, ma di cui Israele è talmente intrisa da applicarla continuamente nella totale impunità.

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mar

01

lug

2014

ISRAELE

 

Castigo collettivo

 

di Mireille Court (*)

 

I palestinesi della Cisgiordania stanno soffrendo un castigo collettivo su grande scala, che comincia a somigliare all’operazione “Defensive shield” (Scudo difensivo) del 2002, quando gli israeliani rioccuparono tutte le città della Cisgiordania. Ufficialmente la scusa è trovare i tre coloni sequestrati. 

 

Le strade di Ramallah, di Jenin e di altre città straboccano di soldati che entrano a forza nelle case, rompono tutto sul loro cammino o picchiano i cittadini. Hebron è letteralmente in stato d’assedio. Sono stati già uccisi a freddo quattro palestinesi, tra cui un ragazzo di 14 anni, che erano armati solo della loro rabbia. Centinaia sono stati arrestati; tra essi 50 ex prigionieri che erano stati liberati in occasione dello scambio per Gilad Shalit a fine 2011. Sono già state emanate decine di ordini di detenzione amministrativa, sinonimo di incarcerazione senza diritto né processo.

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ven

27

giu

2014

ARGENTINA - USA E FONDI AVVOLTOI

 

Argentina

 

Un avvoltoio può nasconderne altri

 

di Renaud Vivien (*)

 

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha appena rifiutato il ricorso dello Stato argentino contro la decisione di un tribunale di new York, condannandolo a pagare 1.330 milioni di dollari a due fondi-avvoltoi: NML e Aurelius.  

 

Con sede, in genere, nei paradisi fiscali, i fondi avvoltoio sono fondi speculativi di investimento che approfittano delle crisi per ricomprare titoli di debito degli Stati a prezzi molto ridotti. L’obiettivo è obbligare (gli Stati) per via giuridica a rimborsarli ad alto prezzo, cioè l’importo iniziale dei debiti più gli interessi e le sanzioni, oltre che i diversi costi giudiziari.

 

Le plusvalenze che questi  fondi accumulano sono fenomenali.

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gio

26

giu

2014

IRAQ

 

Iraq, 23 osservazioni sulla nuova guerra ‘liquida’ degli USA

 

di Nazanin Armanian (*)

 

1. Il 20 giugno, nel mezzo della mattanza degli iracheni, Israele ha ricevuto il primo carico di petrolio inviato dal Kurdistan. Lo Stato Islamico dell’Iraq e del Levante (SIIL) controlla  il nord del paese, compresa la città petrolifera di Kirkuk, il cui oleodotto raggiunge il porto turco di Ceyhan. E’ una dimostrazione della nuova situazione politica dela regione e pone molti sospetti su quello che succede sullo scenario iracheno e coloro che dirigono la funzione. Gli USA si preparano per un nuovo assalto sul paese e, come sempre, la verità – che di solito chiamano Teoria della cospirazione – è la prima vittima della guerra. Già lo sapete, l’Iraq non aveva le famose armi, e Bin Laden non stava in Afgnistan.

 

2. Data l’alta capacità distruttiva e il livello di organizzazione dei circa 8.000 uomini dell’EIIS, arrivati dalle frontiere della Siria con la Turchia – paese membro della NATO che li alloggia e li arma – e la portata che sta assumendo l’offensiva, in presenza di 55.000 effetivi statunitensi nel paese e di 300.000 soldati iracheni addestrati d consiglieri occidentali, è conveniente che Barak Obama chiarisca, a questo punto, se questa banda (e alti gruppi similari) hanno fatto n no parte delle reti stay-behind americane nel Vicino oriente. (Così si chiamavano le reti di spie naziste che opervano in vari paesi e che furono accolte nella CIA dopo la 2° Guerra Mondiale, servendo così gli interessi degli USA). Sorprende la somiglianza nella forma dell’azione del nucleo dei “ribelli” dell’Ucraina e dell’Iraq-Siria. Chissà si debba al fatto che i loro addestratori sono gli stessi: servizi di sicurezza occidentali, sauditi e turchi.

 

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mer

25

giu

2014

DITTATORI

 

Quando i dittatori sono buoni

di Pascual Serrano (*) 

Due informazioni nello stesso giorno e sullo stesso giornale (Expansiòn del 19 maggio 2014) mostrano l’ipocrisia dei poteri politici ed economici europei.  

La prima di queste (“Il Re don Juan Carlos esorta l’Arabia Saudita ad appoggiare la Spagna”) riguarda la visita di Juan Carlos di Borbone, di sua moglie e di tre ministri spagnoli al Palazzo Reale dell’Arabia Saudita per incontrarsi con il principe ereditario, Mogren bin Abdelaziz. L’obiettivo era appoggiare e facilitare le relazioni delle imprese con la dittatura saudita, in particolare l’AVE (l’alta velocità spagnola, n.d.t.) tra Medina e La Mecca, il metrò di Riad e “altre opere di infrastruttura portuaria  e di trasporto”. La ministra dello Sviluppo, Ana Pastor, esprimeva il suo orgoglio per la partecipazione spagnola a “questo grande progetto”.

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mar

24

giu

2014

RADIAZIONI

 

I bambini di Fukushima stanno morendo

 

di Harvey Wasserman (*)

 

 

 

Trentanove mesi dopo le varie esplosioni di Fukushima, il tasso di cancri della tiroide tra i bambini che vivono intorno si è elevato più di quaranta volte oltre il normale.

 

Più del 48% dei 375.000 giovani – quasi 200.000 bambini – esaminati dall’Università Medica di Fukushima nei dintorni dei fiammeggianti reattori soffrono di disturbi pre-cancerosi alla tiroide, soprattutto noduli e cisti. Il tasso va accelerando.

 

Sono stati registrati più di 120 cancri infantili dove prima se ne registravano solo 3, dice Joseph Mangano, direttore esecutivo del Progetto Salute Pubblica e Radiazioni. 

 

L’industria nucleare e i suoi difensori continuano a negare questa tragedia della salute pubblica. Alcuni sono arrivati a dichiarare che “nessuna persona” è stata colpita dalla liberazione massiccia di radiazioni di Fukushima che, in relazione ad alcuni isotopi, ha superato quelle di Hiroshima per quasi 30 volte. 

 

Ma l’epidemia mortale di Fukushima è similare agli impatti sofferti dai bambini nei dintorni di Three Miles Island quando successe l’incidente del 1979, e dell’esplosione di Chernobil del 1986, e come rilevato in altri reattori.

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lun

23

giu

2014

CONTRO L'EUROPA IMPERIALISTA

 

Pubblichiamo l’editoriale della rivista “nuova unità” che condividiamo.

L’EUROPA ERA E RIMANE NELLE MANI DEI CAPITALISTI, DELLE BANCHE, DELL’IMPERIALISMO

 

Di fronte ai tanti nemici e ai numerosi ostacoli i compiti dei comunisti sono enormi. L’organizzazione è indispensabile 

L’”Italia è migliore di come la intendiamo”, ha detto Renzi. Dal canto suo senz'altro. Da parte nostra possiamo rilevare che basta individuare la giusta strada del convincimento per far passare concetti socialdemocratici e liberali e riuscire ad influenzare grandi numeri, che comprendono anche lavoratori e pensionati (in attesa degli 80 euro del 2015), e raccogliere voti anche dalla destra. Sebbene il “fenomeno” Renzi riesca a far passare per 40% un risultato che, se calcolato sul corpo elettorale, rappresenta il 23%.

La stessa influenza si riscontra nelle amministrative, a Firenze stravince il delfino di Renzi, e poi dal Piemonte all’Abruzzo dove è stato eletto D’Alfonso riciclatore di candidati del centrodestra, imputato in due processi dovrebbe dimettersi ma ha subito annunciato: “non mi dimetto”.  

 

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sab

21

giu

2014

AUMENTO DEI PROFITTI E DELLA FAME

 

Fame di pane e di giustizia

 

di Frei Betto (*)

 

Olivier De Schutter, belga, di 45 anni, ha finito questo semestre il suo mandato di 6 anni come relatore dell’ONU per il diritto all’alimentazione. Ha dichiarato che, se lo sradicamento della fame nel mondo dipendesse da un’unica decisione, opterebbe per la “generalizzazione della protezione sociale” che, nei paesi poveri, rappresenterebbe meno del 7%. 

 

Secondo la FAO ci sono 842 milioni di persone (il 12% della popolazione  mondiale) in situazione di denutrizione cronica. De Schutter crede che questo dato della FAO sia sottostimato perchè tiene conto solo di quelli che soffrono la fame tutto l’anno e non della mancanza temporale.

 

Egli stima in mille milioni il numero di affamati cronici. E ammette che “abbiamo commesso l’errore di puntare troppo ai profitti della produttività, senza investire il necessario nella protezione e nell’appoggio ai piccoli agricoltori”.

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ven

20

giu

2014

COSA SUCCEDE IN IRAQ?

 

La “Nuova Aurora” degli USA in Iraq

 

di Nazanin Armanian (*) 

 

Cosa ci fanno esattamente i 55.000 soldati statunitensi e un numero sconosciuto di effettivi della missione della NATO rimasti in Iraq dopo l’annuncio della ritirata delle truppe statunitensi nel 2011, in un’operazione battezzata “Nuova Aurora”?  Che tipo di lavoro fanno nei 104 ettari dell’ambascia USA a Bagdad e negli altri loro 9 consolati, mentre migliaia di terroristi avanzano verso la capitale con le loro bandiere nere? Mentre questi terroristi uccidono centinaia di civili, provocano la fuga di quasi un milione di persone in una sola settimana e lasciano senza acqua, cibo e servizi di base altrettante persone senza fare un solo graffio agli occupanti occidentali?

 

Questa è la pace e la prosperità promessa dal trio delle Azzorre  (n.d.t.: Bush, Blair e Aznar che nel 2004 vi decisero l’invasione dell’Iraq).

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gio

19

giu

2014

RAPPRESENTANZA E JOBS ACT

 

Ci vuole il protagonismo dei lavoratori

Alcune considerazioni sul Testo Unico sulla rappresentanza del 10 gennaio 2014 e sui primi provvedimenti del governo Renzi.

di Michele Michelino

Il 10 gennaio Confindustria e Cgil, Cisl e Uil hanno firmato il “Testo Unico sulla rappresentanza” che stabilisce la nuova disciplina del lavoro e nuove regole nel conflitto fra capitale e lavoro.

Quest’accordo è il completamento del Protocollo d’Intesa del 31 maggio 2013, criticato dal Coordinamento delle RSU, dalla FIOM e dai sindacati che base, perché considerato un attacco alla democrazia sindacale, una vera svolta autoritaria. I punti salienti di quest’accordo stabiliscono che: 

 possono partecipare alla vita sindacale aziendale solo quei sindacati che superano la soglia del 5% della rappresentatività sui posti di lavoro.

  • La rappresentatività si misura dal rapporto fra iscritti con deleghe (e per questo i sindacati hanno attivato speciali rapporti con l’INPS) e risultati delle elezioni delle RSU.

  • L’accordo fra Confindustria e sindacati confederali impegna i firmatari a certificare gli iscritti attraverso CNEL e INPS, per rendere più agevole la certificazione della maggioranza del 50%+1 nel rinnovo degli accordi contrattuali.

  •  sono introdotte multe, chiamate Sanzioni pecuniarie ai rappresentanti sindacali che violano la pace sociale e gli accordi sottoscritti da CGIL-CISL-UIL.

  •  È introdotto l’arbitrato interconfederale in sostituzione dell’autonomia delle singole categorie, violando anche la recente sentenza della Corte costituzionale sulla Fiat. 

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mer

18

giu

2014

IRAQ

 

Verso Bagdad

 

di Mike Whitney (*) 

 

Mentre i principali consiglieri politici e militari del presidente Barak Obama deliberano sul miglior modo di far fornte alla crescente crisi in Iraq, un piccolo esercito di agguerriti estremisti islamici, volontari ed ex membri del partito Baath, hanno spazzato via qualsiasi opposizione e si trovano a meno di 50chilometri da Bagdad, minacciando di impadronirsi della capitale, rovesciare il governo del presidente Nouri al-Maliki e scatenare un’altra tormenta di fuoco di violenza settaria.

 

Nonostante Obama abbia definito il sanguinoso attacco una “situazione di emergenza”, e quindi che richiede una risposta rapida, ancora non ha deciso il corso della sua azione.

 

Intanto i sempre più angosciati abitanti di Bagdad si affrettano ad accumulare cibo e acqua minerale, di poter essere vittime di un’altra guerra in poche ore. 

 

Anche ora poco si sa sull’oscuro gruppo di radicali sunniti che chiamano se stessi Stato Islamico dell’Iraq e del Levante (ISIS). Quello che si sa, invece, è che sono una forza militare molto competente, che può attaccare con la velocità del fulmine, distruggere senza fatica i suoi avversari meglio equipaggiati e ottenere l’appoggio della popolazione locale perchè si unisca alle sue file. L’ISIS non avrebbe mai potuto catturare una città come Mossul a meno che il grosso della popolazione li considerasse  più come liberatori che come occupanti. E’ evidente che al-Maliki non è riuscito a guadagnarsi i cuoir e le menti della gente nelle zone a maggioranza sunnita, dove è visto come un freddo tiranno che governa con il pugno di ferro. Tuttavia niente di tutto questo spiega perchè l’ISIS è sorto dall’oscurità da poco o quali sono i suoi obiettivi reali.

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lun

16

giu

2014

CALCIO MILIONARIO E FAME

 

Una Coppa del Mondo per le multinazionali

 

di Marta Molina (*)  

 

Dopo 64 anni dalla prima volta in cui fu organizzata una Coppa mondiale di calcio, oggi comincia a Sao Paulo la Coppa 2014, che finirà il 13 luglio a Rio de Janeiro. Un mese di calcio per cui i brasiliani hanno già pagato un prezzo molto alto, niente a che vedere con i 10 bilioni di reals che si intascheranno gli organizzatori della FIFA (Federazione Internazionale, con  sede in Svizzera), il valore delle due scorse coppe del mondo sommate. 

 

In Brasile c’è sempre un posto per il calcio. Dovunque. In strada, sulla spiaggia, in campetti improvvisati. Chi ama questo gioco, lo gioca scalzo, con scarpe da tennis, negli stadi, in squadra o tra amici come l’hanno fatto a volte Pelé, Ronaldo, Ronaldino o Neymar. Non è casuale vedere porte improvvisate nei luoghi meno ospitali, in campagna, in città, nella selva, in villaggi indigeni o nelle favelas. La maggioranza dei brasiliani hanno giocato una partita o l’hanno vista in diretta nei grandi stadi, alla televisione o seduti nella piazza del loro quartiere. Ma nella misura in cui lo sport è diventato industria, e d’élite, è andato scomparendo quel gioco ludico e collettivo, la bellezza che nasce dall’allegria del giocare per giocare.

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ven

13

giu

2014

DESTRA EUROPEA

 

Dieci tesi sull’estrema destra

 

di Michael Löwy (*)

 

I. Le elezioni europee hanno confermato una tendenza che osservavamo da alcuni anni nella maggioranza dei paesi del continente: la spettacolare crescita dell’estrema destra. Si tratta di fenomeno senza precedenti dagli anni ’30 del secolo XX. Nella maggioranza dei paesi questo movimento ha ottenuto tra il 10 e il 20%, e in tre paesi – Francia, Inghilterra e Danimarca – tra il 25 ed il 30% dei voti. Ma la sua influenza è più vasta del suo elettorato: contamina con le sue idee la destra “classica” e anche una parte della sinistra social-liberista. Il caso francese è il più grave, l’avanzamento del Front National ha oltrepassato tutte le previsioni, anche le più pessimiste. Come diceva la web di Mediapart nella sua recente edizione “Il tempo è finito”: “E’ mezzanotte meno cinque”.

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mar

10

giu

2014

FASCISTI, MERCENARI E GOLPISTI

 

Dall’Ucraina al Venezuela: mercenari e golpisti

 

di Higinio Polo (*)

 

Uno dei tratti che appare con frequenza in diversi paesi è la nascita di movimenti di protesta che, a differenza di quelli di cui storicamente era protagonista la sinistra, esigono ora, insieme a confusi reclami di libertà e di onorabilità delle istituzioni e nella vita pubblica, un avvicinamento all’Unione Europea o all’ “Occidente”, identificato oscuramente con gli Stati Uniti. Queste peculiari ribellioni coesistono con altre che rispondono al tradizionale atteggiamento dei movimenti popoplari, benchè il suo carattere sia cambiato come anche molti dei suoi protagonisti.

 

Alcune di queste culminano in colpi di Stato e rovesciamento di governi. Il ricorso ai colpi di Stato non è nuovo, ma lo è invece la forma del cambiamento del governo: sanguinosi colpi di forza convenzionali, di cui erano protagonisti i militari come quelli del Cile con Pinochet, dell’Argentina con Videla e tanti altri simili, così poco presentabili e che smentivano recisamente il presunto appoggio degli Stati Uniti e dei loro soci alla libertà e alla democrazia, sembrano lasciare il passo a provocazioni, colpi di Stato mascherati da rivolte popolari: l’Ucraina è il loro modello più di successo fino ad oggi.

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ven

06

giu

2014

CAPITALE FINANZIARIO

 

La monarchia del capitale finanziario

 

di Alejandro Nadal (*)

 

I reucci vanno e vengono. Alcuni durano più di altri. Sono tutti un orpello anacronistico, ma alcuni hanno meno fortuna e finiscono per abdicare in condizioni più o meno obbrobriose.

 

Ma .. il capitale finanziario? Potrebbe abdicare? Chi sarebbe l’erede? 

 

Nell’economia mondiale si sta svolgendo uno degli esperimenti più importanti. Questo esperimento consiste nel sapere se il capitale finanziario possa sopravvivere a se stesso. C’è molto in gioco. Il risultato finale dell’esperimento potrebbe essere una economia mondiale in stagnazione per decenni o una riedizione dei peggiori giorni della crisi, con la minaccia del collasso del sistema finanziario mondiale.

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gio

05

giu

2014

TORTURE IN BRASILE

 

Come il Regno Unito insegnò la tortura ai militari brasiliani

 

di Emily Buchanan – BBC

 

Alla vigilia della sua inaugurazione, i Mondiali di Calcio attraggono l’attenzione di molti.

 

Ma nella loro sede ci sono brasiliani che vivono all’ombra di un passato, con scoperte che stanno delineando più chiaramente quale fu la situazione sotto il regime militare che governò dal 1964 al 1985.

 

La BBC ha trovato prove che il regno Unito collaborò attivamente con i generali e li addestrò a sofisticate tecniche di interrogatorio.

 

Il governo di fatto che durò 21 anni in Brasile è meno conosciuto all’estero che quelli di Argentina e Cile, ma anch’esso fu brutale. Centinaia morirono e migliaia vennero incarcerati e torturati. Una delle torturate, una guerrigliera di sinistra, è oggi presidente della nazione, Dilma Roussef e ha insediato una Commissione della verità per dissotterrare i fatti del passato.  Nella misura in cui molte vittime, e pochi militari, presentano le prove, è emerso il ruolo segreto del Regno Unito.

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ven

30

mag

2014

BRASILE

 

La Coppa Mondiale in Brasile

 

Chi ci guadagna e chi paga il conto?

 

di Jorge Vital de Brito Moreira (*) 

 

Il quotidiano Sport del 19 maggio 2014 pubblica una foto del giocatore Lionel Messi seduto ad un tavolo di vetro a fianco del signor Josep Maria Bartomeu, attuale presidente del Futbol Club Barcelona di Spagna. Sotto la foto, l’articolo intitolato “Leo Messi firma il miglioramento del suo contratto con il Barça”. Poi l’articolo continua: “Leo Messi ha firmato oggi a mezzogiorno il miglioramento del suo contratto (guadagnerà 20 milioni di euro netti a stagione) e questa sera tornerà in Argentina”.

 

Che notizia! Qualche settimana prima dell’inizio della Coppa del Mondo della FIFA in Brasile, il Barcellona migliora il contratto dell’asso argentino.  

 

Bene, ancora una volta non abbiamo altra alternativa che denunciare fatti osceni come questo: non possiamo lasciar circolare sui media una scandalosa notizia sportiva come questa, senza alcuna resistenza da parte degli oppressi dal sistema capitalista.

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gio

29

mag

2014

EUROPA

 

Sai cos’è il TTIP?

 

di: Ecologistas en Acción (*)

 

Il Trattato Transatlantico di Commercio e Investimento (TTIP la sua sigla in inglese) è il nuovo modello di trattato di libero commercio che si sta negoziando tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti dal giugno 2013, con l’obiettivo di creare la più grande zona di libero commercio del mondo. 

 

Perché adesso? Usa e Unione Europea stanno perdendo potere economico e politico, e altri paesi – la Cina in particolare – li stanno sostituendo come economie più grandi, esportatori e fornitori di investimenti stranieri diretti. Il TTIP cerca quindi di consolidare gli interessi geopolitici e di recuperare il potere e il protagonismo delle due potenze, dichiarando una guerra commerciale a paesi terzi. 

 

Con chi e cosa si sta negoziando? Formalmente, per l’Unione Europea, è la Commissione Europea che ha il mandato dei negoziati, e dall’altra parte il governo degli USA stesso. Ma, fin dalla sua origine, sono le grandi lobbies padronali dell’uno e dell’altro lato che fanno pressione e partecipano in modo attivo alle negoziazioni: industria automobilistica, farmaceutica e agroalimentare, società di servizi, banche, fondi di investimento.

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mer

28

mag

2014

ITALIA: RISULTATI ELEZIONI EUROPEE

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lun

26

mag

2014

ELEZIONI EUROPEE

 

Le non elezioni

 

di Ramòn Reig (*);

 

Questa domenica in Europa più che elezioni hanno avuto luogo delle non elezioni.

 

Gli europei, in maggioranza, hanno deciso di restarsene a casa invece che andare alle urne. Le elezioni, quindi, saranno legali ma non legittime, se teniamo conto della terza accezione della definizione del concetto: “sicuro, genuino e vero in qualsiasi riga”. Le lezioni non sono state realmente sicure perché il demos (il popolo) – che è quanto dà significato ai comizi – ha deciso in maggioranza di non votare: da qui si deduce che, secondo logica, non sono valide anche se sono legali.

 

Chi rappresentano gli eletti? Che appoggio popolare hanno le loro decisioni future ? 

 

Inoltre sono state le elezioni dell’incazzatura, del voto fascista e del voto alla sinistra in Grecia; quando i greci sanno che non c’è pericolo che gli portino via le loro miserie allora votano per la sinistra, invece di averlo fatto quando c’erano le elezioni nel loro paese; allora riapparve il fantasma comunista e preferirono di nuovo il male conosciuto ad un buono sconosciuto e che con il loro voto si unissero le due destre, la neoliberista e la socialdemocratica. 

 

Succedeva qualcosa del genere nell’Italia di altri decenni. Allora, nelle elezioni che la gente giudicava meno importanti, si votava in maggioranza i comunisti ma poi, se le elezioni erano di maggior peso, era la Democrazia Cristiana ad essere eletta ma poi - non raggiungendo la maggioranza assoluta - faceva patti con i socialisti, coi pittoreschi radicali, con chiunque, perché il comunismo non arrivasse al potere; gli Stati Uniti lo proibivano.

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gio

22

mag

2014

LIBIA

 

Libia (Africa) e la “Operazione Nuova Normalità” degli USA

 

di Nazanin Armanian (*);

 

 

 

Washington e Parigi, mentre preparano un assalto alla Nigeria per “liberare le bambine sequestrate” e sbarcano in Sudan per “pacificare il paese”, stanno progettando di inviare soldati in Libia per imporre la pace e l’ordine. Barak Obama, con discrezione, continua la conquista di nuovi territori, spargendo alcune lacrimucce e disposto a salvare donne oppresse – non del pianeta, no, solo di quei territori che il Pentagono e le società del suo paese gli indicano. 

 

Il secondo assalto USA alla Libia avviene tre anni dopo l’assassinio del suo capo di Stato, il Colonnello Gheddafi. Vi ricordate del “Andammo, vedemmo, morì” di Hillary Clinton?

 

Dunque questo paese, la Nuova Libia, quello che sarebbe diventato un paradiso secondo Cameron e Sarkozi, manca ancora di una Costituzione ed ha avuto 6 governi dall’ottobre 2011. E’ diviso in feudi in cui ogni governatore ha una milizia armata che tiene imprigionata la popolazione, le forniture di petrolio sono paralizzate e migliaia di persone sono fuggite dalle loro case per il caos che regna. L’ultimo primo Ministro, l’industriale Ahmed Maitiq designato pochi giorni fa, è sostenuto dai Fratelli Musulmani, un brutto dettaglio che provocherà la rabbia degli wahabiti, braccio armato-religioso dell’Arabia Saudita nel paese. 

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mer

21

mag

2014

BIOLOGIA SINTETICA

 

Frankenstein ricaricato: biologia sintetica

 

di Silvia Ribeiro (*)

 

Mentre la biologia sintetica – una forma estrema e molto più rischiosa di manipolazione dei codici genetici, con l’assemblaggio di geni artificiali – comincia a lanciare prodotti sul mercato, i suoi investitori, che comprendono 6 delle 10 più grandi multinazionali petrolifere, 6 delle maggiori aziende di prodotti agricoli, 6 delle maggiori aziende chimiche e 7 delle maggiori aziende farmaceutiche, si stanno mobilitando per impedire che le Nazioni Unite stabiliscano una qualche forma di supervisione indipendente o di controllo pubblico, cercando di far sì che il pubblico non venga a sapere cos’è la biologia sintetica e cosa implica.

 

Forse perchè sanno che si tratta di una tecnologia che unisce tutti i problemi dei trangenici, ma va molto al di là nello spezzare gli equilibri evolutivi naturali e i loro impatti sociali, economici e ambientali.

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gio

15

mag

2014

STRAGE DI MINATORI IN TURCHIA

 

IL CAPITALISMO CONTINUA A UCCIDERE I LAVORATORI IN TUTTO IL MONDO

 

Michele Michelino (*)

 

Un’esplosione nella miniera di carbone di Soma, in Turchia ha provocato la morte, finora accertata, di 274 operai e tuttora sono dispersi 120 minatori. L’esplosione si è verificata a 420 metri di profondità quando i 787 lavoratori erano al lavoro e il fuoco e le fiamme hanno bruciato corpi vivi e poi il fumo non ha lasciato scampo a chi era sopravvissuto alle fiamme. In questa miniera come avviene ormai ovunque nel mondo capitalista, i propri profitti s’incrementano sulla pelle dei lavoratori, risparmiando sulla manutenzione e sulla sicurezza. Questo lo sanno bene i lavoratori e i loro famigliari che hanno preso a calci l’auto del primo ministro turco Erdogan gridandogli ”ladro”, “assassino”, “dimettiti”, costringendo il primo ministro e la sue guardie del corpo a scappare come topi e a rifugiarsi in un vicino supermercato.

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mer

14

mag

2014

RAPIMENTO DELLE BAMBINE NIGERIANE

 

Stati Uniti: Intenzioni altruiste nel riscatto delle bambine nigeriane?

 

di Nazanin Armanian (*) 

 

Che la coppia Obama guidi la campagna sensazionalistica per la liberazione delle 234 studentesse sequestrate in Nigeria da un gruppo terrorista pone diversi interrogativi:

 

 1. Perchè adesso, se le ragazze sono state rapite il 14 aprile? Mesi prima lo stesso gruppo aveva ucciso circa 1.500 tra bimbi e adulti e questo non ha ferito la sensibilità di quelli che oggi alzano la bandiera dei diritti umani.

 

2. Ogni settimana decine di civili in Afganista, Pakistan o Yemen vengono assassinati o mutilati dalle bombe lanciate dai droni statunitensi. Perchè nessuno chiede l’invio di commandos negli Stati Uniti per fermare i responsabili di questi atti terroristici?

 

3. Con quale autorità morale si inviano militari statunitensi uomini a salvare queste giovani catturate da delinquenti sessuali se essi stessi, in quanto collettivo, sono stati accusati non solo di abusi sessuali verso donne irachene e afgane (erano andati nei loro paesi, dicevano, per proteggerle) ma anche verso le loro stesse compagne?

 

Nel 2013 sono state presentate 5.061 denunce. Una soldatessa statunitense, in Iraq o Afganistan, aveva più probabilità di essere violentata da un suo compagno che abbattuta dal nemico.

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mar

13

mag

2014

Caos in Ucraina

 

 Caos in Ucraina

 

Il FMI va alla guerra in Ucraina

 

di Pepe Escobar (*)

 

Il FMI ha approvato un prestito di 17.000 milioni di dollari per l’Ucraina. La prima tranche di 3.200 milioni di dollari è arrivata mercoledì.

 

E’ essenziale capire le condizioni aggiunte a questo “prestito” nello stile della Mafia. Non vi nulla in gioco che sia lontanamente simile ad una rianimazione dell’economia ucraina. L’accordo è strettamente legato alla tristemente celebre politica dei “tagli strutturali” del FMI, la stessa ricetta per tutti, conosciuta da centinaia di milioni di persone dall’America Latina al Sud-est Asiatico al sud dell’Europa.

 

 I “cambiatori” di regime di Kiev hanno debitamente obbedito, lanciando l’inevitabile pacchetto di austerità – dall’aumento delle tasse e dal congelamento delle pensioni ad un pesante aumento di più del 50% del prezzo del gas naturale che riscalda le case ucraine. Il “popolo ucraino” non potrà pagare le sue bollette del gas il prossimo inverno.

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ven

09

mag

2014

"DEMOCRAZIA" U.S.A.

 

Alla rovescia

 

di David Brooks (*)

 

A volte sembra che tutto sia al contrario. Durante gli ultimi giorni ci sono stati una serie di esempi  che fanno pensare che l’osservatore sia  capovolto o che le cose che osserva siano il contrario di quello che dicono di essere. 

 

Il paese che si proclama faro della libertà mondiale ha la più alta popolazione incarcerata del pianeta: 2,2 milioni di rei. Gli Stati Uniti hanno meno del 5% della popolazione mondiale, ma quasi il 25% della popolazione carcerata del mondo.

 

Questa settimana un rapporto del Consiglio Nazionale delle Ricerche, gruppo scientifico d’élite dell’Accademia Nazionale delle Scienze, segnala che quasi uno su ogni 100 adulti nel paese è in carcere, un tasso da 5 a 10 volte superiore a quelli dell’Europa e di altre democrazie. Dei carcerati il 60% sono afroamericani o latini. Il rapporto segnala che l’esplosione della popolazione carceraria è in parte risultato della cosiddetta guerra alla droga degli ultimi 40 anni.

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mar

06

mag

2014

FRAMMENTI DELLA NOSTRA STORIA

Centro di Iniziativa Proletaria - CIP Tagarelli - Sesto San Giovanni (Milano)
Centro di Iniziativa Proletaria - CIP Tagarelli - Sesto San Giovanni (Milano)

 

Pubblicato su PeaceLink, un pò della nostra storia

 

Lotte operaie e popolari, verità storica e verità giuridica. 

 

Michele Michelino(*)
La nostra storia per molti aspetti è simile a quella dei lavoratori. di Porto Marghera, della ThyssenKrupp, dell’Eternit di Casale Monferrato, della Fibronit di Broni (Pv), dell’Ilva di Taranto e di moltissime altre fabbriche. E simile anche nelle responsabilità d’imprenditori senza scrupoli, di padroni e istituzioni complici di un sistema industriale capitalista che favorendo il profitto a scapito della salute della vita umana hanno avvelenato interi territori condannando a morte anche le future generazioni.
E’ simile nelle responsabilità dei vertici aziendali, che sapevano in anticipo di questi omicidi annunciati e dei crimini ambientali provocati, dal cloruro di vinile monomero alla Montedison, dall’amianto, cromo e altre sostanze cancerogene all’Ilva, all’Eternit, alla Fibronit e alla Breda e nulla hanno fatto per impedirli.
Il killer in Breda e nelle fabbriche di Sesto San Giovanni si chiamava amianto, ma anche, cromo, nichel, arsenico, piombo e altri ancora.

La nostra esperienza
di lotta nasce e si sviluppa a Sesto San Giovanni (Milano), una delle più grandi concentrazioni operaie italiane.
L’ex Stalingrado d’Italia è stata e continua a essere una delle città più inquinate d’Europa. Anche oggi che i 42.000 posti di lavoro delle sue fabbriche sono stati eliminati, continuano a persistere gravi problemi ambientali con danni alla salute dei lavoratori e alla popolazione.

Una delle parole d’ordine che abbiamo sempre sostenuto in fabbrica fin dagli anni ‘70 è stata: “La salute non si paga – la nocività si elimina”, scontrandoci con il padrone (che dava la paga di posto più alta per i lavori nocivi e mezzo litro di latte), il sindacato che barattava salario e salute, alcuni sindacalisti sul libro paga del padrone, e anche alcuni nostri compagni di lavoro che vedevano nell’indennità di nocività la possibilità di arrotondare il salario (anche se di poche lire) senza essere coscienti pienamente dei pericoli per la salute.

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lun

05

mag

2014

UCRAINA: SCONTRO USA-RUSSIA

 

Linee rosse in Ucraina e dappertutto

 

di Noam Chomsky (*); da: rebelion.org; 5.5.2014 

 

L’attuale crisi in Ucraina è seria e minacciosa, tanto che alcuni commentatori  la paragonano alla crisi dei missili a Cuba del 1962

 

Il giornalista Thanassis Cambanis riassume il succo del problema in The Boston Globe: “L’annessione della Crimea da parte (del presidente russo Vladimir) Putin è una rottura dell’ordine su cui gli Stati Uniti e i loro alleati confidano dalla fine della guerra fredda, in cui le grandi potenze intervengono militarmente solo quando hanno a loro favore il consenso internazionale  o, in assenza di esso, quando non attraversano le linee rosse di una potenza rivale”.

 

Di conseguenza il crimine internazionale più grande di questa era, l’invasione dell’Iraq da parte di Stati Uniti e Gran Bretagna, non è stato una rottura dell’ordine mondiale perché, anche se essi non ottennero l’appoggio internazionale, non attraversarono linee rosse russe o cinesi.

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gio

01

mag

2014

1° maggio 2014

 

Contro i nazionalismi e la concorrenza fra proletari. 

La classe operaia nel capitalismo è una classe internazionale sfruttata e il 1° maggio ricorda che i proletari non hanno patria. 

 

Il 1° maggio, nel corso degli anni, è stato trasformato da giornata di lotta nella giornata di “festa” dei lavoratori e la repubblica – borghese - nata dalla Resistenza al conflitto di classe preferisce la santificazione del lavoro. Lavoro che è ormai diventato per milioni di proletari - nella crisi - un mito, una chimera irraggiungibile, mentre per altri la giornata lavorativa si è allungata a dismisura, costringendoli a fare straordinari spesso non pagati per racimolare un salario che gli permetta di sopravvivere.

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mer

30

apr

2014

Editoriale di "nuova unità"

Il capitalismo non ha problemi: è il problema

  

25 Aprile – 1° Maggio: due date significative per riflettere su come sconfiggere l’imperialismo, il capitalismo, il fascismo e l’opportunismo

 Siamo alla vigilia di due importanti date che nel tempo hanno perso il loro valore ma che sono e restano patrimonio di tutti i comunisti: il 25 Aprile e il 1° Maggio. Tenere viva la memoria sulla Resistenza e la vittoriosa Lotta partigiana contro il fascismo assume sempre più il significato di respingere tutti quei tentativi delle varie forze politiche – comprese quelle che ancora si definiscono di sinistra – di dare una svolta autoritaria al nostro Paese. I partigiani hanno combattuto a caro prezzo con sacrifici e con la vita per liberare l’Italia dall’occupazione nazista e dall’odioso dittatura fascista di Mussolini. Sia i partigiani comunisti che la classe operaia, con le sue battaglie e scioperi in fabbrica, hanno posto al centro l’aspirazione a liberarsi dall’oppressione e dalle ingiustizie sociali con una forte connotazione di classe orientata a cambiare verso una società socialista e laica verso l’internazionalismo proletario.

 

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lun

28

apr

2014

Servizio TV sul corteo contro l'amianto

 

 Servizio del telegiornale della RAI Regione Lombardia su corteo di sabato 26 a Sesto San Giovanni (Mi). Per vederlo cliccare sul link qui sotto. 

http://youtu.be/CmyLT7-wHH0

 

 

 

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dom

27

apr

2014

CONTRO LO SFRUTTAMENTO

corteo contro l'amianto e lo sfruttamento
corteo contro l'amianto e lo sfruttamento

 

Corteo contro l’amianto e contro lo sfruttamento

 

Come avviene da quasi 20 anni, un lungo corteo composto da centinaia di lavoratori delle ex grandi fabbriche di Sesto San Giovanni (Breda, Marelli, Falck, Pirelli) e da cittadini ha manifestato per le vie della città per ricordare tutti i lavoratori assassinati in nome del profitto, contro lo sfruttamento degli esseri umani, contro l’uso dell’amianto e di tutte le sostanze cancerogene che uccidono l’uomo e distruggono la natura.

 

Nel mondo, secondo i calcoli dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) ogni anno muoiono per amianto oltre 100.000 persone/anno, una ogni 5 minuti; in Italia poco più di 10 al giorno, e nonostante le chiacchiere sulla sicurezza del lavoro, nell’ultimo anno gli infortuni mortali sul lavoro e le malattie professionali sono aumentati nonostante siano stati espulsi dalle fabbriche un milione di lavoratori. 

 

In testa al corteo - partito dal Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli” di via Magenta 88, Sesto San Giovanni - gli associati del Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio. Il corteo è sfilato compatto con le parole d’ordine “storiche”che hanno guidato tante battaglie del Comitato fino alla lapide di via Carducci,

 

Il corteo qui si è fermato per una breve commemorazione. Il presidente del Comitato Michele Michelino, davanti alla lapide che recita “A PERENNE RICORDO DI TUTTI I LAVORATORI MORTI A CAUSA DELLO SFRUTTAMENTO CAPITALISTA . ORA E SEMPRE RESISTENZA” ha ricordato gli ultimi due compagni morti pochi mesi fa, denunciando che le malattie da amianto sono ancora in crescendo.

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gio

24

apr

2014

AMIANTO: CORTEO SABATO 26 APRILE

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mer

23

apr

2014

contro il capitalismo per il socialismo

 

25 Aprile - 1° Maggio 2014

 

 

 

LA RESITENZA CONTINUA FINO ALL’ABOLIZIONE DELLO SFRUTTAMENTO CAPITALISTA.

 

Michele Michelino (*) 

 

Da anni è in atto un processo di revisionismo storico sulla Resistenza. Ai vecchi intellettuali fascisti si sono affiancati i “nuovi” ex antifascisti, passati armi e bagagli dall’altra parte per ragione di opportunità editoriali e guadagni economici.

 

Come succede con le rivoluzioni e con i grandi rivoluzionari che, una volta morti, vengono trasformati in icone inoffensive - si cerca di reinterpretare la Resistenza snaturando il suo lato rivoluzionario e di classe, snaturando il progetto di chi si batteva contro il capitalismo e l’imperialismo cosciente degli antagonismi inconciliabili di classe. 

 

Oggi alcuni - come il pennivendolo deluso Pansa, ma non solo - cercano di far passare come guerra per bande la lotta di liberazione: mettono sullo stesso piano oppressi e oppressori, nascondono o oscurano il fatto che essa invece è stata il punto più alto di capacità egemonica raggiunta dal movimento operaio italiano ed europeo. La lotta di liberazione è stata anche lotta di classe, vissuta dalle masse lavoratrici guidate dal Pci come lotta per un mondo nuovo e, il PCI, per quante contraddizioni avesse al suo interno, è stato l’unico partito che ha resistito e retto per vent’anni il fronte della lotta, nella clandestinità, contro la dittatura nazifascista.

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mar

22

apr

2014

RIVOLUZIONE DEI GAROFANI

 

Anniversari: Portogallo, 1974

 

Verso il 40° anniversario del 25 aprile: tempo di garofani e di fraternità

 

di Brais Fernàndez (*)  

 

Si avvicina il 40° anniversario del 25 aprile ed è un buon momento per sottolineare alcuni punti della cosiddetta “(pen)ultima rivoluzione d’Europa”. Quel giorno un sollevamento militare metteva fine ad una dittatura di destra che aveva governato il Portogallo per 48 anni, sotto il nome di “Stato nuovo”. Il governo di Marcelo Caetano (che va in esilio in Brasile, dove muore nel 1980 senza essere giudicato), successore del sempiterno Salazar, viene sloggiato dal potere al ritmo del già celebre “Grandola Vila Morena” (1).

 

Si apre così il periodo conosciuto come “rivoluzione dei garofani”. 

 

Può essere utile collocare la rivoluzione portoghese nel contesto politico internazionale in cui si sviluppa. In tutto il mondo c’era “un grande disordine sotto il cielo”. La crisi del 1973 colpiva il processo di accumulazione capitalista. Le rivoluzioni coloniali culminavano in processi di indipendenza dove si sperimentavano nuovi modelli di costruzione politica e di relazioni tra paesi, non senza drammi e con molti sogni frustrati. In Europa l’onda lunga delle agitazioni anti-sistema che comincia nel 1968 si esprime in una messa in discussione del modello di sviluppo imperante che cerca nuove forme di capire e costruire la democrazia.

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mar

22

apr

2014

GABO: RICORDO DI SALVADOR ALLENDE

 

La vera morte di un presidente

di Gabriel Garcìa Màrquez

 

 

 

Articolo scritto nel settembre 2003, 30° anniversario del golpe militare in Cile

 

 La contraddizione più drammatica della sua vita fu di essere, allo stesso tempo, nemico congenito della violenza e rivoluzionario appassionato, e lui credeva di averla risolta con l’ipotesi che le condizioni del Cile permettevano un’evoluzione pacifica verso il socialismo all’interno della legalità borghese.

L’esperienza gli insegnò, troppo tardi, che un sistema non si può cambiare dal governo, ma dal potere.

Averlo scoperto troppo tardi dovette esser la forza che lo spinse a resistere fino alla morte tra le macerie in fiamme di una casa che non era neppure la sua, un palazzo oscuro che un architetto italiano costruì come fabbrica di denaro e che finì per trasformarsi nel rifugio di un Presidente senza potere.

Resistette per sei ore con una mitraglietta che gli aveva regalato Fidel Castro e che fu la prima arma da fuoco con cui Salvador Allende sparò mai.

 

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lun

21

apr

2014

VENEZUELA

 

Colpi di stato “di velluto”

 

di Daniela Trollio  

 

Alcuni giorni fa il Corriere della Sera pubblicava con il sottotitolo “Il simbolo della protesta” la foto che vedete. Un giovane incappucciato, in jeans e torso nudo, che bacia appassionatamente una ragazza che ha in mano una grossa pietra. Non si tratta di due NO TAV, né di occupanti di case o giovani disoccupati. In questo caso il titolo sarebbe stato ben diverso.

 

Sono invece due giovani dei quartieri–bene di Caracas, Venezuela, teatro da mesi di proteste violente che hanno causato decine di morti.  Rivolta di studenti ricchi, in un paese dove la Rivoluzione bolivariana ha introdotto da 10 anni l’istruzione gratuita per tutti.

 

Anche l’Ucraina ha goduto delle prime pagine dei nostri quotidiani, che ci hanno inondato di foto e servizi sulla “rivoluzione” del paese dell’Est, una strana “rivoluzione” che ha portato – in meno di una settimana, talmente era “spontanea” - ad un nuovo governo, non eletto da alcun ucraino, dominato dai nazisti e dagli ultra-nazionalisti (altra stranezza, visto che ci hanno detto e ridetto che il tutto era iniziato per la negazione del legittimo governo ad entrare in Europa). Anche questa è una ben strana motivazione per una “rivoluzione”: chi può pensare che strati di cittadini perfettamente organizzati e militarmente armati si rivoltino  perché vogliono che il loro paese cada nelle mani del Fondo Monetario e della Banca Centrale Europea e si riduca come Grecia, Spagna e Italia?!  

 

Il quotidiano francese L’Humanité scriveva ironicamente in quei giorni: “L’Unione Europea ai manifestanti non promette la luna …  ma solo la Grecia”.

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dom

20

apr

2014

CIAO GABRIEL

 

In morte di Gabriel Garcìa Màrquez

 

Non bastano le parole per ricordarlo: allora lasciamo che parli lui …. hasta siempre, Gabo 

 

 

Discorso di accettazione del Premio Nobel per la Letteratura del 1982 

 

Antonio Pigafetta, un navigatore fiorentino che accompagnò Magellano nel primo viaggio attorno al mondo, scrisse – al suo passaggio per la nostra America meridionale – una cronaca rigorosa che tuttavia sembra un’avventura dell’immaginazione. Raccontò di aver visto maiali con l’ombelico sul dorso, e alcuni uccelli senza zampe le cui femmine covavano sulle spalle del maschio, e altri  simili a pellicani senza lingua i cui becchi sembravano cucchiai. Raccontò che aveva visto un animale con testa e orecchie di mula, corpo di cammello, zampe di cervo e nitrito di cavallo. Raccontò che al primo indigeno che incontrarono in Patagonia mostrarono uno specchio, e che quel gigante eccitato perse l’uso della ragione per la paura della propria immagine.

 

Questo libro, breve e affascinante, in cui già si intravedono i germi dei nostri romanzi di oggi, non è altro che la testimonianza più stupefacente della nostra realtà di quei tempi.

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gio

17

apr

2014

UCRAINA

 

L’Impero del Caos in cerca del Nobel della stupidità

 

di Rafael Poch (*)

 

 Come l’avventura occidentale in Ucraina contribuisce ad una nuova bipolarità. 

 

L’Ucraina conferma che stiamo entrando in pieno nella fase degli “imperi combattenti”, fase superiore della stupidità umana del secolo XXI.

 

In Occidente l’ “Impero del Caos” - con gli Stati Uniti in prima fila (là in vista le sue opere: Iraq, Afganistan, Libia e Siria) - continua disposto a riaffermarsi militarmente. In Europa l’Unione Europea si conferma suo fedele compare e, nonostante la crisi riduca i suoi bilanci militari, cerca di ampliare la sua presenza in Africa e Europa Orientale, mentre la Germania sale dal mucchio rivendicando apertamente il controllo militare delle risorse globali e una “politica estera più attiva”. 

 

L’unico programma che questo “Impero del Caos” offre agli imperi emergenti dell’Oriente, i BRICS come Russia e Cina, è la “completa sottomissione”, spiega Samir Amin, ma nè Russia nè Cina accettano questo programma.

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mar

15

apr

2014

RUANDA: PER NON DIMENTICARE

 

Ruanda: i creditori del genocidio del 1994

 

di Eric Toussaint (*) 

 

A partire dal 7 aprile 1994, in un intervallo di meno di tre mesi, circa un milione di ruandesi – la cifra esatta deve essere ancora stabilita – furono sterminati perchè erano tutsi o si pensava lo fossero. Ma bisogna anche aggiungere l’assassinio di decine di migliaia di hutu moderati. Naturalmente ci fu un genocidio, cioè la distruzione pianificata di una intera collettività con un assassinio di massa, il cui obiettivo era impedire la sua riproduzione biologica e sociale. 

 

In quel contesto è fondamentale interrogarsi sul ruolo dei prestatori internazionale. Tutto fa pensare che le politiche imposte dalle istituzioni finanziarie internazionali, principali fornitori di fondi del regime dittatoriale del generale Juvenal Habyarimana accelerarono il processo che condusse al genocidio. Generalmente l’incidenza negativa di queste politiche non fu tenuta in conto nella spiegazione del drammatico sviluppo della crisi ruandese. Solo alcuni autori hanno messo in evidenza la resposabilità delle istituzioni di Bretton Woods (1) che, peraltro, rifiutano qualsiasi critica in merito.

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mer

09

apr

2014

LE MENZOGNE DEGLI USA

 

Obama ha mentito: la NATO non se ne andrà dall’Afganistan

 

di Nazanín Armanian (*)

 

Doveva essere “l’ultimo atto di redenzione” della guerra contro il terrore degli USA, la promessa elettorale di un Barak Obama che nel 2012 accusava Mitt Romney di non avere un calendario per portare a casa le truppe dall’Afganistan. Ora il presidente statunitense vuole mantenere in quel paese circa 16.000 soldati in forma ufficiale, e non si sa quante altre migliaia sotto quali nomi e quali incarichi, e prolungare ancor più quella che è stata la guerra più lunga del paese. Alla fine, Obama soffre di quello che i greci chiamavano akrasia, debolezza della volontà. 

 

Il nuovo presidente del paese invaso e occupato dovrà legalizzare lo status di colonia che Washington gli ha preparato. Né il presunto assassinio di Bin Laden in Pakistan, né la rivelazione (del segreto di cui tutti parlavano) del presidente Hamid Karzai, quest’uomo della CIA, del fatto che “Al Qaeda è un mito”, hanno fatto sì che gli USA smettessero di sottostimare l’intelligenza di chi li ascolta.

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sab

05

apr

2014

COMUNICAZIONE DIGITALE

 

Tutto sotto controllo

 

di Ignacio Ramonet (*)

 

Nel film Her (1), che ha appena vinto l’Oscar per il miglior copione originale e la cui azione si svolge in un futuro prossimo venturo, il personaggio principale; Theodore Twombly (Joaquin Phoenix), acquisisce un sistema operativo informatico che funziona come un assistente completo, adattandosi intuitivamente a qualsiasi requisito o richiesta di chi lo usa. Theodore lo sceglie con voce di donna e, con il suo telefono intelligente, passa ore e ore parlando con lei per finire perdutamente innamorato.La metafora di Her è evidente. Sottolinea  la nostra crescente assuefazione rispetto al mondo digitale, e la nostra immersione sempre più profonda in un universo de-materializzato.

 

Ma se citiamo qui quel film non è solo per la sua morale ma perché i suoi personaggi vivono come lo faremo noi domani, in un’atmosfera comunicazionale ancor più iper-connessa. Con un’alta densità di phablets, smartphones, tavolette, videogiochi di ultima generazione, schemi domestici giganti e computers dialoganti attivati dalla voce…

 

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mar

01

apr

2014

KIEV

 

Cronaca di una realtà evitata dalla stampa egemonica

 

I neonazisti pattugliano Kiev

 

di Unai Aranzadi (*) 

 

E’ mezzanotte e la colonna di incappucciati esce da una delle strade che sboccano in piazza dell’Indipendenza, oggi meglio conosciuta come “Euromaidan”. Sono circa sessanta, con uniformi militari, giubbetti antiproiettile, sbarre d’acciaio, caschi e anche cartuccere che potrebbero contenere pistole.

 

Qui è dove lo scorso 21 novembre iniziarono le proteste a favore dell’associazione dell’Ucraina alla Unione Europea, che finirono col colpo di Stato contro Viktor Yanukovich, un presidente eletto ma corrotto.  

 

Secondo Oleksander, un vicino che applaude al passaggio di quella che lui chiama “brigata dei lottatori”, l’attività di questi uomini che si sono ribellati con le armi comincia alle dodici e finisce alle sei di mattina, e come, questa “brigata”, ore prima si potevano vedere facilmente altre colonne dei diversi gruppi di ultradestra che dominano la zona per tutte le ventiquattro ore.

 

“Si dividono tutto il centro storico di Kiev per evitare la presenza di stranieri, comunisti, omosessuali e russi”, afferma quest’uomo che dice di essere “un semplice difensore di un’Ucraina unita e disciplinata che ha bisogno di ordine e onore”.

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dom

30

mar

2014

ELEZIONI, RAZZISMO E IMPERIALISMO

 

ruolo del razzismo nell’offensiva imperialista

 

di Alberto Rabilotta (*) 

 

Lo scorso 23 marzo il partito Fronte Nazionale (FN) ha ottenuto importanti avanzamenti nelle elezioni municipali in Francia. Niente di che sorprendersi per chi ha studiato un poco la campagna elettorale, in cui i media hanno dedicato una speciale e molto varia attenzione al FN, un partito che promuove uno stantio sciovinismo e il razzismo. I media  e i giornali hanno dato molto spazio al FN, moltissimo di più che al Fronte di Sinistra (FG) che elettoralmente ha un peso superiore o simile al FN, come ha sottolineato Jean-Luc Mélanchon, dirigente del FG).

 

 Il risultato di queste elezioni è importante perché conferma la perdita di fiducia degli elettori rispetto ai partiti tradizionali. I votanti sanno per esperienza che quei partiti non fanno, né faranno, quello che promettono perché fa tutto parte dello stesso copione, quello elaborato dagli organismi dell’Unione Europea (UE) per consolidare le politiche neoliberiste, ovvero i programmi di austerità e smantellamento degli apparati e dei programmi statali, regionali e municipali. Prova di quanto sopra la troviamo nell’elevato tasso di astensione e nella numerosa presenza di liste non identificate con i partiti tradizionali in queste elezioni.

 

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gio

27

mar

2014

CONTRORIVOLUZIONE IN VENEZUELA.

 

Venezuela, una battaglia decisiva

 

di Atilio Boron (*); da. Surysur.net; 26.3.2014 

 

Cosa bisogna fare per mettere fine alla scalata violenta in Venezuela? E’ ovvio che l’impero ha un’agenda, come diceva Chàvez nella conferenza tenuta il 10 dicembre 2007 nel Centro Culturale della Cooperazione. Un’agenda che contiene un processo programmato di fascistizzazione, come quello visto nel Cile di Allende.

 

In seguito il manuale si è andato via via perfezionando per progettare nuove strategie di “cambio di regime”. I casi di Libia, Siria, Ucraina e Venezuela stanno a dimostrare quello che stiamo dicendo. 

 

Il sistema internazionale attraversa una turbolenta fase di transizione geopolitica globale.

 

Gli Stati Uniti continuano ad essere la potenza militare più importante del pianeta, ma questo non basta loro per vincere le guerre, come dimostrano il Vietnam, l’Iraq e l’Afganistan. I loro alleati sono sempre più vacillanti e incerti, i loro vassalli meno obbedienti; e i loro avversari e rivali sempre più potenti e influenti. Washington perde posizioni in Medio Oriente; in Asia Centrale il sentimento anti-nordamericano arriva a livelli senza precedenti; e nell’Estremo Oriente la crescente gravitazione della Cina sembra irresistibile e muove le placche tettoniche del sistema internazionale.

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sab

22

mar

2014

VIOLENZA "MORBIDA"

Gene Sharp
Gene Sharp

 

Il manuale Sharp e i “colpi di stato morbidi” in America Latina

 

di Juan Manuel Karg (*)

 

Gene Sharp è un filosofo e politologo statunitense, fondatore della ONG Albert Einstein, il cui presunto fine è promuovere “la difesa della libertà e della democrazia e la riduzione della violenza politica attraverso l’uso di azioni non violente”. La sua opera, tuttavia, segnala cinque passi per provocare colpi di stato morbidi: ammorbidimento; delegittimazione; riscaldamento della piazza; combinazione di forme di lotta e frattura istituzionale.

Come si applicano queste tappe contro i governi post-neoliberisti del nostro continente?

Che similitudini hanno con quanto successo durante l’ultimo mese in Venezuela?

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gio

20

mar

2014

VENEZUELA

 

Riceviamo da Froilàn Gonzàles e Adys Cupull (*) e pubblichiamo:

 

 

La CIA cerca di clonare le Damas de Blanco in Venezuela?

 

 

Sembrerebbe che la CIA in Venezuela cerchi di clonare una delle sue creature create per Cuba: le cosiddette Damas de Blanco. Lilian Tintori, moglie del leader di destra venezuelano detenuto, Leopoldo Lòpez, sarebbe l’esponente principale di questa operazione.

 

Alcuni giorni fa ha fatto un appello sui media “all’unità delle donen venezuelane che manifestano nelle strade” che “non vogliono più violenza, sangue, morti”. Curioso. Ci parla di pace in Venezuela chi dice di portare il messaggio di suo marito, leopoldo Lòpez. Cioè, di chi ha dato inizio all’attuale ondata di violenza nelle strade del Venezuela; l’incitatore degli incendi di innumerevoli edifici pubblici, di centri medici, di veicoli e di case; e il responsabile finale di due dozzine di morti.

 

Con lo stesso tono vittimista ed esagerato delle Damas de Blanco cubane, le venezuelane oppositrici di destra diffondono il messaggio di una presunta repressione in Venezuela, messaggio prontamente replicato su centinaia di mezzi di comunicazione del mondo. “Si intensifica la repressione”, “Attacco alla libertà di espressione e di riunione” o “Decine di dissidenti sono stati arrestati”: titoli di stampa che valgono sia per Cuba che per il Venezuela, perchè sono usciti dallo stesso laboratorio di guerra mediatica.

 

La stessa portavoce delle Damas de Blanco cubane, Berta Soler, diceva che in Venezuela queste donne “stanno soffrendo, come noi a Cuba, la violenza poliziesca da parte del regime di Maduro”.

 

Ma forse queste Dams de Blanco venezuelane stanno commettendo un grave errore a imitare le loro omologhe cubane: quello di ripetere le menzogne create dal governo e dai centri di potere degli Stati Uniti. A Cuba questo legame ha fatto sì che le Damas de Blanco provochino uno sponaneo e visibile rifiuto sociale. Il che, alla lunga, potrebbe succedere alle venezuelane.

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mar

18

mar

2014

RICORDARE CONTINUANDO A LOTTARE

Funerali di Fausto e Iaio
Funerali di Fausto e Iaio

 

Il 18 marzo 1978 Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci “Iaio” vengono uccisi in un agguato fascista a Milano. Dopo trentasei anni i loro assassini rimangono impuniti. Vogliamo ricordarli con una testimonianza di un operaio della Breda pubblicata nel libro FAUSTO E IAIO TRENT’ANNI DOPO.

 

In ricordo di Fausto e Iaio

 

Il 18 marzo 1978, due giorni dopo il sequestro del presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro e l’uccisione dei 5 poliziotti della sua scorta da parte delle Brigate Rosse, Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci, due giovani frequentatori del Centro Sociale Leoncavallo vengono assassinati prima delle 21 a colpi di calibro 38 in via Mancinelli, a poche centinaia di metri da casa mia in via Picozzi. Subito la notizia vola di bocca in bocca. La telefonata di un compagno mi avvisa dell’accaduto, immediatamente chiamo altri compagni e ci diamo appuntamento sul luogo del delitto per testimoniare la nostra solidarietà e la nostra rabbia. La notizia gira velocemente e in meno di un’ora migliaia di persone si radunano sul luogo del duplice omicidio accusando i fascisti. Al presidio sono presenti anche molti compagni della Breda di Sesto San Giovanni, la fabbrica dove lavoro, e insieme decidiamo di riunirci il giorno dopo per prendere posizione con un volantino da distribuire in fabbrica.

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lun

17

mar

2014

UCRAINA

 

Ucraina: le opzioni di Putin e di Obama

di Nazanin Armanian (*); da: lahaine.org; 17.3.2014 

Quelli che negli USA pensavano che prendere l’Ucraina sarebbe stato tanto facile quanto con l’Afganistan, il Sudan o la Libia, si stanno rendendo conto del pantano in cui si sono ficcati.

Sorprende che non avessero messo in conto la reazione decisa di Mosca, e neppure il rifiuto dei loro soci europei di appoggiare il loro piano di scontro con la Russia.

Il tradimento dell’Amministrazione Clinton del patto sottoscritto tra George Bush padre e un ingenuo Mikail Gorbaciov - in cui gli USA promettevano di non inserire gli ex stati del Patto di Varsavia nella NATO – continua oggi con il tentativo del Pentagono di destabilizzare l’Ucraina, un altro trampolino per smembrare la Russia.

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dom

16

mar

2014

PER NON DIMENTICARE

Riportiamo, dal libro[M. Michelino:1970-1983 - La lotta di classe nelle grandi fabbriche di Sesto San Giovanni] reperibile gratuitamente su internet, la testimonianza di un operaio su quei giorni che “sconvolsero il mondo”.

 

IL RAPIMENTO MORO L’ASSASSINIO DI FAUSTO E JAIO GLI SCIOPERI A DIFESA DELLO STATO

Il 16 marzo 1978, mentre in Breda Fucine si sta svolgendo un’assemblea, arriva la notizia del rapimento di Aldo Moro e dell’uccisione dei cinque poliziotti della scorta. Subito il dibattito, con toni da caccia alle streghe, viene indirizzato verso i militanti del Gruppo Operaio, ritenuti probabili “fiancheggiatori” della lotta armata in fabbrica perché sempre critici verso le scelte del sindacato e del PCI.
Durante l’assemblea ai lavoratori viene comunicato che i segretari generali delle tre organizzazioni sindacali Lama-CGIL, Macario-CISL, Benvenuto-UIL hanno dichiarato lo sciopero generale fino alla mezzanotte.
Nella stessa giornata il segretario del PCI Berlinguer, insieme agli onorevoli Natta e Pajetta, si reca nello studio privato di Andreotti (presidente del consiglio) a Palazzo Chigi, seguito da tutti i capi dei partiti che compongono il Governo. 
Ugo La Malfa del Partito Repubblicano esprime lo stato d’animo di tutti i borghesi, dichiarandosi per l’immediata adozione di “leggi eccezionali” e invocando la “pena di morte per i terroristi”.
In serata i cinque partiti che compongono la maggioranza di governo (Democrazia Cristiana, Partito Socialista Italiano, Partito Repubblicano, Partito Socialdemocratico e Partito Liberale) - insieme al Partito Comunista Italiano che, pur facendo parte della maggioranza, non ha ministri nel Governo - danno la fiducia nuovamente ad Andreotti facendo nascere il quarto Governo da lui guidato: il primo nella storia politica italiana ad aver ricevuto la fiducia in meno di 24 ore.

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sab

15

mar

2014

UCRAINA

 

Ucraina

Il fascismo non è un’opinione qualsiasi, è un crimine

 

di Ingo Niebel (*)

Sembra che questa massima sia stata dimenticata in Germania, perché nella mia Isola della Felicità è diventato di moda chiamare “ultranazionalisti” i neonazisti di Svoboda e della CIA. Questa “riconversione semantica” si deve al fatto che, grazie all’intervento del socialdemocratico tedesco Frank-Walter Steinmeier, all’epoca ministro degli Esteri, senza dimenticare l’aiuto dei suoi omologhi, il francese Fabius e il polacco Sikorski, i bisnipoti ideologici di Hitler e del suo collaboratore ucraino Stepan Bandera sono ora nei punti chiave del potere politico a Kiev. Ci sono foto che lo documentano.  

 

In Germania presentatori e politici hanno dovuto andarsene per aver utilizzato qualche slogan del linguaggio propagandistico nazista per distrazione e senza appartenere a questa versione tedesca del fascismo internazionale.

 

In Germania la SPD e altri partiti hanno portato davanti alla Corte Costituzionale il partito neonazi NPD che consideravano anticostituzionale – adesso la SPD porta i “Kamerati” ucraini dei fascisti tedeschi al potere a Kiev.

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ven

14

mar

2014

VENEZUELA

 

Cospirazioni e proteste in Venezuela

 

di Marco A. Gandàsegui f. (*)

 

Il sacerdote cattolico Jorge Sarsanedas si fa 14 domande nel contesto dell’offensiva che la rivoluzione bolivariana del Venezuela sta affrontando. Sarsanedas ha una lunga storia di lavoro sociale in comunità di popoli indigeni a Panama e in Centro America.

Credo opportuno riprodurle perché i suoi dubbi siano condivisi dai nostri lettori.

Sono domande di un osservatore coinvolto nelle lotte dei settori più oppressi della nostra America. 

 

1.  Perchè si dice che in Venezuela si soffre una così grave mancanza di alimenti – che giustifica distruzioni e incendi – se è uno dei quattro paesi con meno fame dell’America Latina nel 2012 (secondo FAO e Organizzazione Mondiale della Sanità)?

 

2.  Perchè, se la causa delle devastazioni, degli incendi e delle manifestazioni è la scarsità dei prodotti di base, vediamo azioni di tipo politico e non saccheggi di negozi e magazzini? Perché uno dei dirigenti dell’opposizione, Henrique Capriles, afferma che quanto sopra  si deve alla “mancanza di medicine” se gli avanzamenti nella medicina in Venezuela sono tra i più notevoli della regione?

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mer

12

mar

2014

ATTUALITA'.

 

Difesa della Costituzione?

 

Alcune riflessioni critiche alla luce della lotta contro lo sfruttamento e per un sistema socialista

 

di Michele Michelino (*)

 

Come sempre succede nella storia i vincitori - che detengono il potere economico, politico e militare - impongono le loro leggi alle classi sottomesse. Vincitori e vinti, oppressori e oppressi, padroni e schiavi sono chiamati a rispettare le regole decise dallo stato che rappresenta gli interessi della classe dominante. La “Costituzione della Repubblica Italiana nata dalla Resistenza” è spesso definita dai suoi estimatori, ma anche dai suoi detrattori, come la più bella Costituzione del mondo, piena di nobili principi da difendere ad oltranza, o da cambiare per aggiornarli.

 

La borghesia imperialista sta lavorando da qualche tempo per adeguare la Costituzione ai mutati rapporti fra le classi e le frazioni dell’imperialismo, anche se fra questi borghesi c’è chi si erge a paladino della “Costituzione nata dalla Resistenza”.

 

I tentativi di cambiare parti della Costituzione, a destra come a sinistra, hanno lo scopo di tutelare e difendere meglio gli interessi delle varie frazioni della borghesia anche nelle formulazioni di principio. Nella crisi la guerra commerciale e militare e la concorrenza fra le varie frazioni del capitale si acuiscono sempre più e ogni frazione della classe dominante usa i suoi partiti di riferimento e i suoi uomini nei vari partiti per fare leggi a favore della propria cordata e adeguare i principi.

 

Ma cos’è la Costituzione?

 

Nella battaglia politica non bisogna mai dimenticare che la “Costituzione nata dalla Resistenza” stabilisce una serie di principi, di diritti e doveri dei cittadini di uno Stato democratico borghese capitalista. Invece spesso anche i compagni confondono i principi democratici dello Stato di diritto borghese come se fossero principi socialisti: da qui la difesa ad oltranza della Costituzione, come se questo servisse ad impedire svolte autoritarie.

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mar

11

mar

2014

UCRAINA: LA GUERRA DEL GRANO

 

Ucraina: la prima “guerra del grano e dei cereali” del secolo XXI?

 

di Alfredo Jalife-Rahme (*);

 

Si è sparso molto inchiostro sulla guerra del gas che la Russia ha inflitto all’Unione Europea (UE) attraverso l’Ucraina, dove passa il 60% delle esportazioni di gas di Mosca verso il vecchio continente, delle quali la terza parte è destinata alla Germania.

 

La stessa Ucraina nelle sue tre nuove componenti – la parte occidentale filo-europea, la parte orientale filo-russa e la particolarmente sensibile penisola di Crimea che cerca di unirsi alla Russia – dipende per il 60% delle sue importazioni dall’ancora insuperabile gas statale russo. L’Ucraina possiede 39 milioni di milioni (trilioni in inglese) di piedi cubici in riserve di gas naturale ancora non sfruttate: la quarta parte delle riserve provate mondiali!

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lun

10

mar

2014

IRAELE

 

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Un gruppo di studenti delle scuole superiori israeliane ha inviato la seguente lettera al Primo Ministro Netanyahu, spiegando il loro rifiuto di servire nell'esercito. Lettera di rifiuto del 2014 degli obiettori di coscienza (''Shministim'')

''Noi, cittadini dello Stato di Israele, siamo stati designati per servire nell'esercito. Facciamo appello ai lettori di questa lettera affinché mettano da parte ciò che è sempre stato dato per scontato e a riconsiderare le implicazioni del servizio militare. Noi, sottoscritti, intendiamo rifiutare di servire nell'esercito e la ragione principale di questo rifiuto è la nostra opposizione all'occupazione militare dei territori palestinesi. I palestinesi nei territori occupati vivono sotto il governo israeliano anche se non hanno scelto di farlo, e non possono fare appello ad alcun ricorso legale per modificare questo regime e i suoi processi decisionali. Questa situazione non è né egualitaria né giusta.

In questi territori sono violati i diritti umani e vengono commessi regolarmente atti definiti ai sensi del diritto internazionale come crimini di guerra: omicidi (extragiudiziali), la costruzione di insediamenti nei territori occupati, le detenzioni amministrative, torture, punizioni collettive e la ripartizione diseguale delle risorse, come l'elettricità e l'acqua. Ogni forma di servizio militare rafforza questo status quo e, pertanto, in conformità con la nostra coscienza, non possiamo prendere parte ad un sistema che perpetra i crimini sopra citati.

Il problema dell'esercito non inizia e finisce con il danno che infligge alla società palestinese. Si insidia anche nella vita quotidiana della società israeliana: modella il sistema educativo e le nostre opportunità di lavoro, favorendo il razzismo, la violenza e le discriminazioni etniche, nazionali e di genere.

Ci rifiutiamo di aiutare il sistema militare nella sua promozione e perpetuazione del dominio maschile. A nostro parere l'esercito favorisce un ideale maschile violento e militarista, secondo cui ''la forza è giusta''. Questo ideale è dannoso per tutti soprattutto per quelli che non si adattano ad esso. Inoltre ci opponiamo alle strutture di potere oppressive, discriminatorie e di genere all'interno dell'esercito.

Ci rifiutiamo di abbandonare i nostri principi e valori per la semplice ragione di inserirci nella società. Il nostro rifiuto arriva dopo una considerevole riflessione, e la decisione spetta a noi.

Ci appelliamo ai nostri coetanei, a quelli attualmente in servizio nell'esercito e all'opinione pubblica israeliana in generale, a riconsiderare la loro posizione in merito all'occupazione, all'esercito, e al ruolo dei militari nella società civile. Crediamo nel potere e nella capacità dei civili di cambiare la realtà in meglio, con la creazione di una società più giusta ed equa. Il nostro rifiuto esprime questa convinzione''.

Scritto dagli studenti delle scuole superiori israeliane

 

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gio

06

mar

2014

8 MARZO 2014

 

8 MARZO: GIORNATA DI FESTA O DI LOTTA? 

 

L’8 marzo del 1908, a New York, 129 operaie della “Cotton”, durante uno sciopero, morivano bruciate vive dentro la fabbrica in lotta. Si battevano per il salario e per migliori condizioni di lavoro. Il padrone, per impedire che uscissero dalla fabbrica, sbarrava tutte le porte e nessuna di loro poté salvarsi dall’incendio scoppiato nello stabilimento.

Da allora l’8 marzo è diventata una giornata di lotta del proletariato femminile, delle donne oppresse e sfruttate del mondo.

Altro che festa!  

Oggi le donne borghesi, rappresentanti della classe degli sfruttatori, sono – nonostante siano, appunto, donne - sempre più ai posti di comando. Molte sono ai vertici delle industrie, dei governi, delle istituzioni finanziarie che reggono il mondo (valga, ad esempio, Christine Lagarde, presidente del Fondo Monetario Internazionale, lo strumento principe oggi per strozzare non solo le classi lavoratrici, ma addirittura gli stati, come la Grecia, la Spagna, l’Italia ecc.). Nel “nuovo” governo Renzi, erede di quelli passati e con lo stesso programma di tagli dei diritti, dei salari, delle pensioni, in una parola, del futuro, metà dei ministri che porteranno avanti questo ennesimo piano di lacrime e sangue per i proletari sono donne.

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mer

05

mar

2014

Hugo Chàvez Frìas

 

A un anno dalla semina del Comandante Eterno

 

Questo mercoledì 5 marzo  ricordiamo  un anno  dalla sparizione fisica di Hugo Chàvez Frìas, presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela tra gli anni 1990 e 2013. Con grandi mobilitazioni il suo popolo lo ricorderà e gli renderà onore in tutto il territorio nazionale. Ci saranno anche manifestazioni in varie parti del mondo, dove il leader della Rivoluzione Bolivariana lasciò la sua eterna eredità di speranza nella costruzione del socialismo del XXI secolo. 

 

Il 2 febbraio 1999, Hugo Chàvez Frìas giurò come presidente del Venezuela su una Costituzione “moribonda”. Come aveva promesso nella sua campagna elettorale, la sua prima misura fu la convocazione di un referendum per dare vita ad una assemblea costituente. Dopo aver vinto la prima di diciotto elezioni degli anni seguenti (su un totale di diciannove), Chàvez cominciò a sviluppare una serie di misure trasformatrici della politica dello Stato venezuelano. Un’altra importantissima misura fu la nazionalizzazione della rendita petrolifera e lo sviluppo di ‘missioni’ sociali per il popolo, finanziate con il denaro proveniente da queste risorse.

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mer

05

mar

2014

COLOMBIA: CONTINUANO GLI ATTENTATI

 

E se questo fosse successo in Venezuela?

 

di Atilio Boron (*)

 

Lo scorso fine settimana le agenzie stampa hanno parlato dell’attentato successo domenica 23 febbraio da Aida Avella, la candidata presidenziale dell’Unione Patriottica nelle prossime elezioni che avranno luogo in Colombia il 25 maggio. Avella era accompagnata dal candidato al senato per lo stesso partito, Carlos Lozano, mentre si spostava in una carovana nel Dipartimento di Arauca, alla frontiera con il Venezuela.

 

Improvvisamente il suo veicolo è stato affiancato da due sicari su una moto di alta cilindrata che hanno sparato con armi di grosso calibro contro l’auto blindata su cui si trovavano Avella, Lozano e la loro scorta. Fortunatamente non ci sono state vittime mortali; se i sicari avessero realizzato il loro obiettivo, Avella sarebbe stata la terza candidata dell’Unione Patriottica ad essere uccisa e una di più, probabilmente insieme a Lozano, ad ingrossare la lista dei circa 5.000 militanti della UP assassinati dalla destra colombiana, al governo o fuori.

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mar

04

mar

2014

CRIMEA: UN PO' DI STORIA

 

Crimea

 

di Alejandro Teitelbaum (*)

 

Le potenze occidentali, capeggiate dagli Stati Uniti, protestano e minacciano la Russia per la presenza delle sue truppe in Crimea, che i mezzi di comunicazione chiamano indistintamente provincia di Crimea o direttamente Ucraina.

 

Il parlamento russo ha approvato una risoluzione che autorizza l’impiego delle truppe per proteggere i propri connazionali.

 

Obama aggiunge che la presenza di truppe russe in Crimea “viola il diritto internazionale”.

 

Il morto si spaventa dell’impiccato. Quante volte Stati Uniti, Francia, gran Bretagna e altri paesi hanno invaso paesi stranieri? Soprattutto Stati Uniti e Francia, a volte col pretesto di proteggere i propri connazionali. 

 

Ma vediamo i fatti e un poco di storia. 

 

La Crimea non è una provincia ma una Repubblica Autonoma all’interno dell’Ucraina.  Attualmente la sua popolazione è composta per il 60% di russi, il 24% di ucraini, il 10% di tartari, l’1,4% di bielorussi e di altre minoranze che non raggiungono  l’1 per cento.

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sab

01

mar

2014

IL PROFITTO PRIMA DI TUTTO

 

Su elefanti e rinoceronti: neoliberismo nella fattoria

 

di Alejandro Nadal (*)  

 

Due settimane fa c’è stata a Londra una riunione internazionale sul traffico delle specie minacciate di estinzione. La conferenza aveva come obiettivo confermare “l’impegno” dei paesi consumatori ed esportatori di flora e fauna silvestre a controllare e sradicare questo grave problema. 

 

Negli ultimi anni lo sfruttamento illegale di ogni tipo di vita silvestre si è aggravato in modo allarmante.

 

Gli esempi più conosciuti sono gli elefanti ed i rinoceronti. Un calcolo prudente sul numero di elefanti morti in Africa nell’anno passato arriva ai 22.000 esemplari (c’è chi calcola che le morti superino i 50.000 ogni anno). A questo ritmo, la specie potrebbe estinguersi in circa 15 anni.

 

La disparità delle cifre si deve al fatto che non si conosce con precisione la popolazione di elefanti, suprattutto nelle zone boscose dell’Africa occidentale. Gli elefanti vengono assassinati per il loro avorio, il cui valore di mercato (legale e illegale) raggiunge i 4.000 dollari al chilo: la zanna di un elefante maschio adulto può arrivare a pesare 18 chili.  Il mercato di avorio più importante si trova in Cina e in alcuni altri paesi dell’Asia, ma vi è anche spazio per transazioni legali negli Stati Uniti e in Europa.

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ven

28

feb

2014

VENEZUELA

 

Venezuela e Twitter, l’orgia di disinformazione

 

di Pascual Serrano (*)

 

In principio  fu internet, poi le reti sociali.

 

La conclusione sembrava  indiscutibile, era arrivata la democratizzazione dell’informazione.

 

Noi cittadini, vigilanti, testimoni, armati delle nostre diavolerie tecnologiche e della nostra connessione a internet mobile a banda larga avevamo sconfitto l’oligopolio dei grandi mezzi di informazione e avremmo messo fine alle loro manipolazioni e agli interessi che condizionavano il giornalismo.

 

Il giornalismo dei cittadini, prima con i suoi blogs e ora con le sue reti sociali, avrebbe portato nelle nostre case la realtà senza le mediazioni perverse delle società di comunicazione. 

 

In effetti la diagnosi sul potere e sull’uso della manipolazione da parte dei grandi media era corretta; ma l’illusione che saremmo arrivati a conoscere la verità attraverso la partecipazione di massa dei cittadini e tutto il potenziale tecnologico sembra sia stata appunto un’illusione.

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mar

25

feb

2014

UCRAINA

 

L’Ucraina e la grande offensiva contro la Russia

 

di Nazanìn Armanian (*)

 

In una conferenza patrocinata dalla società petrolifera Chevron, la sotto-segretaria di Stato USA, Victoria Nuland, rivelava che dal 1991 il suo paese aveva investito più di 5.000.000.000 di dollari in Ucraina, uno dei paesi più strategici del pianeta, e non certo per sradicare la povertà.

 

La rivelazione (fatta dalla Russia?) di una conversazione telefonica tra Nuland, una ferrea anti-Russia proveniente dalla NATO, e l’ambasciatore statunitense a Kiev giorni fa, in cui ella si lamenta che l’Unione Europea sia incapace di rovesciare il governo e afferma di utilizzare un rappresentante dell’ONU – organismo internazionale trattato come una marionetta – per formare il nuovo esecutivo, conferma il sospetto: c’è Washington dietro il colpo di Stato con il Governo legittimo (secondo i criteri stessi dell’occidente) di Viktor Yanukovich, eletto nel 2010?

 

Certo che qui nessuno lo chiamerà “colpo di stato”, per poterlo riconoscere come legale, lo stesso che si è fatto con il golpe in Egitto di Al Sisi.

 

D’altro canto era sorprendente che Barak Obama chiedesse tranquillità ai manifestanti e dialogo al Governo mentre gli ultras come John Bolton e il senatore McCain (che si è persino presentato nella Piazza dell’Indipendenza di Kiev) chiedessero un intervento energico. C’è un governo neo-cons all’interno o parallelo al governo di Obama o si tratta di un doppio gioco del presidente?

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lun

24

feb

2014

INTERVISTA

Ettore Zilli
Ettore Zilli

 

 

ETTORE ZILLI: MEMORIE DELLA DEPORTAZIONE NEL LAGER DI DACHAU

  1. http://www.youtube.com/watch?v=sYyrPxTy0A4 
  2. http://www.youtube.com/watch?v=ETGN7rNRcaw
  3. http://www.youtube.com/watch?v=dpNByHkwSIo

 

TESTIMONIANZA DI UN PARTIGIANO DEPORTATO A DACHAU.

 

Sabato 22 febbraio 2014, presso il Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli” di via Magenta 88 a Sesto S.Giovanni, provincia di Milano, con la collaborazione di Michele Michelino video intervista a Ettore Zilli, nato il 17 dicembre 1924 a Zoppola (Pordenone), partigiano della Brigata Osoppo, deportato in vari lager nazisti tra cui quello di Dachau, liberato il 29 aprile 1945 dall’esercito USA e per vari anni Presidente della sezione ANED (Associazione Nazionale Ex-Deportati) di Sesto S.Giovanni.  

“Mi chiamo Ettore Zilli. Sono nato il 17 dicembre del 1924 a Zoppola, località Ovoledo Castions, da una famiglia contadina e molto numerosa. Io sono il primo di dieci fratelli. Mio papà era un invalido della Grande Guerra ed anche lui era uno di dieci fratelli sparsi un po’ ovunque. I miei zii erano tutti antifascisti e per questo gli fu somministrato l’olio di ricino nel 1922, furono processati e condannati: uno fuggì in Messico proprio due giorni dopo la mia nascita.

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dom

23

feb

2014

SOLIDARIETA' CON CHI LOTTA

 

 

 

SOLIDARIETA’ AGLI OCCUPANTI DI “ALDO DICE 26X1” (EX PALAZZO IMPREGILO)

Come operai e lavoratori delle ex fabbriche di Sesto San Giovanni (Breda, Falck, Marelli, Pirelli, Ansaldo) da anni in lotta contro lo sfruttamento capitalista in fabbrica e nel territorio che ha causato la morte di tanti nostri compagni di lavoro a causa delle sostanze cancerogene (amianto, cromo, nichel, e altre ancora), siamo vicini ed esprimiamo la nostra solidarietà militante agli occupanti dell’ex palazzo Impregilo.

Noi che abbiamo subito sulla nostra pelle lo sfruttamento e le sostanze cancerogene usate nei processi di produzione che hanno ucciso prima gli operai e poi, uscendo dalle fabbriche e disperdendosi nell’aria, nelle falde acquifere e nel territorio hanno avvelenato la popolazione, sappiamo che lo sfruttamento non è solo un salario insufficiente alla necessita della vita, ma un ambiente di lavoro malsano, il prolungamento della giornata lavorativa, la disoccupazione e la precarietà.

La speculazione ha interesse a lasciare vuoti i palazzi, mentre molte famiglie sfrattate, in difficoltà, e centinaia di senzatetto, aumentati per effetto della crisi economica, sono costretti a vivere peggio degli animali, in giacigli di cartone sotto i ponti o ripari improvvisati di fortuna.

Per questo esprimiamo la nostra solidarietà militante agli occupanti dell’ex palazzo Impregilo che, occupando una struttura vuota, hanno riaperto e recuperato alla città uno spazio abbandonato, saccheggiato, distrutto dai soliti noti che sfruttano e speculano sulla vita e sulla morte di migliaia di proletari, precari, disoccupati e pensionati.

Siamo al fianco degli occupanti del palazzo ricordando che la loro lotta e la nostra lotta.

Contro chi sfrutta gli esseri umani costringendoli a vivere peggio degli animali ora e sempre resistenza. 

Centro di Iniziativa Proletaria “G. Tagarelli”

 

Via Magenta 88, Sesto S. Giovanni) 

 

 

Mail: cip .mi@tiscali.it         

                                           Web: ciptagarelli.jimdo.com/ 

 

Sesto San Giovanni (Mi), 23 febbraio 2014

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mer

19

feb

2014

DIETRO LE PROTESTE IN VENEZUELA

 

Venezuela: lotta di classe e guerra economica

 

di: Mario Sanoja e Iraida Vargas-Arenas (*)

 

Fare una rivoluzione socialista in un paese come il Venezuela non è un compito facile nel breve e medio raggio. Nemmeno organizzare una strategia di guerra economica per rovesciare il governo rivoluzionario bolivariano, come desidera l’oligarchia mercantile parassitaria, ha buone prospettive nel medio e lungo termine. 

 

E’ necessario tenere sempre presente che l’attuale guerra economica pianificata e portata avanti dall’oligarchia mercantile parassitaria per rovesciare la Rivoluzione Bolivariana e appropriarsi del totale della rendita petrolifera è, semplicemente, una nuova fase della lotta di classe. Questa guerra deve necessariamente essere vinta dal processo rivoluzionario per poter finalmente costruire una società socialista.

 

La lotta di classe si combatte militarmente, economicamente, politicamente, culturalmente e socialmente, a seconda della congiuntura scelta dal nemico.

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mar

18

feb

2014

VENEZUELA

 

Ministero del Potere Popolare per le Relazioni Estere

Comunicato 

 

Il governo della Repubblica Bolivariana del Venezuela rifiuta recisamente le dichiarazioni del Segretario di Stato degli Stati Uniti, John Kerry, in quanto costituiscono un’ulteriore manovra del governo di Washington per promuovere e legittimare i tentativi di destabilizzazione della democrazia venezuelana che gruppi violenti hanno messo in atto negli ultimi giorni. 

 

Il governo di Obama mente quando mette in discussione l’esercizio dei diritti umani e delle garanzie democratiche nel nostro paese. Le istituzioni della Repubblica Bolivariana del Venezuela, costituite in Stato di Diritto e di Giustizia, garantiscono l’esercizio dei diritti politici a tutti i suoi cittadini, nel quadro di ampie libertà civili consacrate costituzionalmente.

 

Il governo statunitense mente quando denuncia la detenzione di manifestanti antigovernativi pacifici. Lo Stato venezuelano ha agito, e continuerà a farlo, contro le azioni violente di gruppuscoli di estrema destra che cospirano pericolosamente contro le libertà democratiche nell’attentare alla vita dei nostri concittadini, contro la loro libertà di esercitare pacificamente i loro diritti così come contro la proprietà pubblica e privata con atti vandalici perseguiti dalla legge.

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dom

16

feb

2014

CELAC

 

Il 2° Vertice della Comunità degli Stati Latino-Americani e dei Caraibi (CELAC) 

 

Ho un sogno……

 

di Daniela Trollio (*) 

 

A molti anni e molti chilometri di distanza da Martin Luther King che chiudeva con queste parole entrate nella storia  una grande manifestazione per i diritti civili dei neri davanti al Lincoln Memorial di Washington, un altro sogno – se di questo si tratta – si è realizzato all’Avana: il 2° vertice della CELAC – Comunità degli Stati Latino-Americani e del Caribe – conclusasi il 29 gennaio di quest’anno con una dichiarazione in 83 punti, che pubblichiamo integralmente.

 

La CELAC – una struttura regionale che favorisse l’integrazione di tutti i paesi sudamericani e dei Caraibi per sviluppare strategie e politiche di sviluppo dei popoli dell’area, oltre ad affrontare problemi internazionali come la finanza, il cambio climatico, ecc. che toccano inevitabilmente anche il continente - era il sogno bolivariano della Patria Grande di Hugo Chàvez Frìas (ricordato nella Dichiarazione conclusiva con rispetto e affetto)  ma, come il dream di Luther King, non di sogno si trattava ma di una lucida analisi della realtà geopolitica mondiale, della necessità di costruire un organismo di integrazione regionale senza la presenza di Stati Uniti e Canada. Analisi basata anche sull’amore per un continente da secoli schiacciato e insanguinato dal potente vicino del nord e sulla fiducia nelle sue potenzialità rivoluzionarie di cambiamento, di realizzazione di un mondo davvero migliore per gli oppressi e gli sfruttati.  

 

A quanto pare questo “sogno” si sta realizzando concretamente.

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sab

15

feb

2014

PROTESTE IN BOSNIA

 

 I manifestanti portavano tre bandiere – bosniache, serbe e croate – unite da un’esigenza radicale di giustizia

Rabbia in Bosnia, ma stavolta la gente vede attraverso le menzogne etniche dei suoi dirigenti

 

di Slavoj Žižek (*)

 

La settimana scorsa bruciavano le città in Bosnia-Erzegovina. Tutto è cominciato a Tuzla, una città a maggioranza musulmana. In seguito le proteste si sono estese alla capitale, Sarajevo, e a Zenica, ma anche a Mostar, dove vive la maggior parte della popolazione croata, e a Banja Luka, capitale della parte serba di Bosnia. Migliaia di manifestanti furiosi hanno occupato e incendiato edifici governativi. Anche se in seguito la situazione si è calmata, continua ad esserci un’atmosfera di alta tensione.

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gio

13

feb

2014

OBAMA

 

Obama e il suo realismo aristotelico

 

di Nazanìn Armanian (*)

 

Conosci te stesso, Niente in eccesso e Sii prudente” sono tre dei comandamenti della saggezza greca, che il discepolo Barak Husein Obama cerca di applicare nella gestione del vasto impero USA e dintorni. Nonostante il bilancio della politica estera abbia occupato scarso spazio nel suo discorso annuale sullo Stato dell’Unione, egli ha insistito, anche per avvertire i suoi oppositori, che continuerà nella sua tattica del “realismo prudente”. Questa nuova ottica cerca di trovare una strada tra  “l’idealismo” (estendere il capitalismo liberista al mondo come modello di democrazia, anteponendo l’ideale nazionale all’interesse nazionale) e il “realismo tradizionale”, auspicato da Henry Kissinger che difende l’idea della supremazia degli USA a livello globale utilizzando tutti i mezzi necessari.

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