gio

25

ago

2016

SIRIA

Denuncio, ergo sum

 

Di Sara Rosemberg (*)

 

 

 

Fiumi di inchiostro corrono per la rete e sui giornali e ancora una volta l’agenda “virale” viene fissata dal criminale. E’ il corpo del crimine che si nasconde nella pseudo coscienza incapace di agire.

 

 

 

Denunciano. Migliaia di click, centinaia di migliaia di emotikon, replicano l’atroce fotografia – “viralizzata” – per scuotere le anime sensibili che bevono, mangiano e passeggiano mentre, a qualche chilometro, le bombe cadono e pochi dicono che sono bombe terroristiche finanziate – con le tasse e con l’indifferenza – dalle potenze occidentali implicate in questa guerra brutale e naturalmente asimmetrica contro il popolo siriano.

 

 

 

Devo fare la lista completa delle atrocità degli Stati Uniti contro la popolazione civile di tanti paesi e popoli bombardati nel mondo, o continueremo a creere che Hiroshima e Nagasaki sono stati casi isolati?

 

Non scocciatemi, per favore. Per favore.

 

Non esiste il diritto di non mettere in relazione e il non mettere in relazione e il dimenticare sono solo segni di barbarie e di complicità. Non essere capaci di articolare un fatto con un altro ha a che vedere con  la noncuranza, con la sconfitta accettata o consumata in questa guerra contro la storia che è una guerra costante ed essenziale. Dobbiamo vederla.

 

 

 

Mi ero ripromessa di non scrivere sul tema perchè ci sono fiumi di inchiostro sul bambino, e ogni volta che leggo qualcosa digrigno i denti e mi infurio.

 

Quanta pornografia sentimentale, quanta malattia emozionale, quanto abuso. Dalla semiotica alla denuncia aperta, dalle macabre ONG agli autori dei massacri con le loro poderose campane, dai pulpiti alle strade, il bambino torna ad essere utilizzato come  la merce di una sinistra politica.

 

 

 

Non voglio vedere il bambino, non voglio veder soffrire altri bambini.

 

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mar

23

ago

2016

CIA E YIHAIDISTI

Chi ha creato gli yihaidisti: i Bush, i Clinton o Obama? L’Operazione Ciclone della CIA

 

di Alfredo Jalife-Rahme (*)

 

 

 

La sconvolgente accusa di Donald Trump sul fatto che Obama sia il creatore degli yihaidisti dell’Isi/Daesh

 

ha causato grande scandalo sia negli Stati Uniti (USA) che nel resto del mondo (http://goo.gl/7yFf7p).

 

Trump aveva già accusato, senza vergogna, Obama e la sua allora segretaria di Stato Hillary Clinton, di essere dietro le quinte della proliferazione yihaidista (http://goo.gl/ggJvEn).

 

Lo stesso presidente russo Vladimir Putin aveva accusato gli USA di essere dietro l’irredentismo yihaidista (http://goo.gl/I1kn6D).

 

A causa dello scandalo, Trump ha smentito se stesso dicendo che le sue dichiarazioni erano un prodotto del sarcasmo, per poi tornare alla carica il giorno dopo e ripetere le sue gravi quanto temerarie accuse che i suoi seguaci, che formano un 40% dell’elettorato, credono alla lettera (http://goo.gl/DgmSLv).

 

 

 

Ma chi ha creato davvero gli yihaidisti?

 

 

 

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ven

19

ago

2016

AMIANTO: MORTI DI "PROGRESSO"

Presentazione del libro AMIANTO: MORTI DI “PROGRESSO” Sabato 20 agosto ore 17,45

a Viareggio - Darsena Pineta di Levante (tra Stadio dei Pini e Palazzetto dello Sport).

 

Saranno presenti gli autori Michele Michelino e Daniela Trollio.

 

 

La lotta per la difesa della salute nelle fabbriche e nel territorio attraverso le testimonianze degli operai, i documenti e gli atti processuali del Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio.


Quando la legge difende l’ingiustizia, ribellarsi è giusto e la resistenza diventa un dovere.
…..la grande menzogna secondo cui alla ricchezza dei padroni corrisponderebbe la prosperità di lavoratori e cittadini non è mai stata più sbugiardata che in questi anni: decine di migliaia di persone hanno pagato, pagano e pagheranno sulla loro pelle questa ricchezza, oltre a lavorare e a vivere in condizioni sempre più inumane. Passato, presente e futuro …. perché è in questi tempi che l’amianto uccide.
Abbiamo vinto, abbiamo perso, ma non ci siamo mai arresi e questo “altro luogo” ci è servito per arrivare dove difficilmente saremmo arrivati, alle coscienze di migliaia e migliaia di persone che dell’amianto sapevano poco o nulla. Questo libro raccoglie e racconta attraverso i documenti, gli atti processuali e le lotte, le storie di uomini e donne, di comitati e associazioni che da anni si battono – senza mai arrendersi - in fabbrica e sul territorio per la difesa della salute e della vita umana, rifiutandosi di essere “merce” a perdere per il “mercato”.

 

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sab

13

ago

2016

AUGURI COMPAGNO FIDEL

Fidel Castro nel suo novantesimo compleanno

 

Il miglior omaggio a Fidel: guardare nella sua stessa direzione

 

di Marta Harnecker (*)

 

Più di mezzo secolo fa, mentre nelle case latinoamericane si celebrava l’inizio del nuovo anno, succedeva una buona cosa a Cuba: un esercito guerrigliero, con base sociale contadina, trionfava nell’isola caraibica liberando il paese dalla tirannia batistiana. Si inaugurava così un processo politico che pretendeva non solo di rovesciare un dittatore ma di seguire una linea coscientemente rivoluzionaria: trasformare profondamente la società a beneficio delle grandi maggioranze.

 

 

 

Questo trionfo delle forze popolari, guidate dal Movimento 26 Luglio e dirette dal giovane avvocato Fidel Castro Ruz, risvegliò la simpatia della maggior parte della sinistra occidentale, ma in particolar modo della sinistra dell’America Latina. Era una luce che si affacciava nell’oscuro ambiente conservatore che si viveva allora nel sub-continente.

 

Aveva rotto con due tipi di fatalismo molto diffusi nella sinistra latinoamericana: uno geografico e l’altro militare. Il primo affermava che gli Stati Uniti non avrebbero tollerato una rivoluzione socialista nella loro area strategica e Cuba trionfava molto vicino alle sue coste. Il secondo sosteneva che, data la sofisticazione che gli eserciti avevano raggiunto, non era più possibile vincere un esercito regolare, ma la tattica guerrigliera impiegata dai rivoluzionari dimostrò che era possibile indebolire l’esercito nemico fino ad arrivare a sconfiggerlo.

 

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ven

05

ago

2016

BANCHE

La pagliacciata degli stress tests

 

di Luìs Casado (*)

 

Come di sicuro saprai, gli “stress tests” sono una sorta di auscultazione del polso destinata a valutare la salute delle banche. In realtà tutto succede come se fossi tu stesso ad andare dal medico accompagnato da un bambolotto di legno ed il medico misurasse la pressione a quest’ultimo. Se il discepolo di Ippocrate ti dice che va tutto bene, comincia a preoccuparti. Con le banche succede lo stesso.

 

Ogni certo periodo, l’Autorità Bancaria Europea (ABE)  applica lo stetoscopio ad un certo numero di istituti bancari, con il sano proposito di farti dormire tranquillo. La cosa curiosa è che il suo inappellabile giudizio consacra la splendida salute di banche che, poco dopo, cominciano a piegare le ginocchia.

La banca italiana Monte dei Paschi …… ti dice qualcosa? Si dice che sia la banca più antica del mondo e – dev’essere a causa dell’età – ormai non sta più in piedi nemmeno con le mollette. Come è frequente nell’attività finanziaria privata, ha bisogno di periodiche trasfusioni di denaro pubblico per mantenersi in vita. Tu mi dirai “Così anch’io .. (sarei capace)”. Esattamente.

 

Il primo dubbio che sorge con gli “stress tests” ha a che vedere con le banche convocate alla visita medica. Se lasci fuori quelle che presentano evidenti sintomi di debolezza, di febbre o di diarrea … è poco probabile che tu scopra una eventuale epidemia. Tuttavia è quello che succede, basta vedere.

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