FIORI E CARTELLI, MA NON CORTEO

Fiori e cartelli, ma non corteo

Corrispondenza, dalla rivista comunista “nuova unità” n. 3 maggio 2020.

 

Per la prima volta dal dopoguerra quest’anno il 25 Aprile non ci sono state le manifestazioni con i cortei organizzate dall’ANPI per ricordare la liberazione. L’ANPI si è attenuta alle disposizioni del governo e regioni limitandosi a invitare i cittadini a cantare Bella Ciao dai balconi e finestre di casa.

Nei pochi posti dove si sono tenute le cerimonie, anche se in forme ridotte, queste si sono svolte alla presenza di un rappresentante dell’ANPI, con i Prefetti, Questore e Sindaci.

Molti antifascisti iscritti e no all’ANPI hanno ritenuto tutto questo inaccettabile e si sono autorganizzanti autonomamente, con la parola d’ordine PORTA UN FIORE AL PARTIGIANO e una STAFFETTA PARTIGIANA ALLE LAPIDI CHE LÌ RICORDANO.

I divieti decisi da governo e regioni per il coronavirus impedivano manifestazioni e cortei per ricordare la liberazione dal nazifascismo il 25 Aprile, ma non hanno impedito agli antifascisti e ai comunisti di ricordare i partigiani, gli operai delle fabbriche e tutti quelli che hanno lottato per la liberazione, pagando con la vita.

Rispondendo all’appello lanciato sui social da vari organismi di compagni, “porta un fiore al partigiano”, nella settimana prima del 25 aprile in cui le autorità avevano vietato per la prima volta dopo 75 anni di commemorare la festa della liberazione dal nazifascismo, in molte parti d’Italia, dal nord al sud, i compagni e gli antifascisti li hanno ricordati. Gruppi di compagni/e auto organizzati nelle varie città e quartieri hanno portato fiori alle lapidi dei partigiani: si sono creati così in alcuni casi cortei spontanei, alcuni dei quali repressi con manganellate, multe e denunce.

In Toscana, "Firenze antifascista" ha portato corone ai monumenti che ricordano partigiani caduti per liberare il paese, e poi fiori e cartelli a Livorno, a Massa ecc. ma a Lari (PI) dove compagni e compagne, identificati mentre portavano un fiore alle lapide dei partigiani, hanno ricevuto il 29 aprile una comunicazione della Legione Carabinieri Toscana per "presentarsi, prima possibile, presso il Comando Stazione Carabinieri di Lari (PI), per ragioni di giustizia. Si avverte che l’omessa presentazione, senza giustificato motivo, comporterà la denuncia all’Autorità Giudiziaria, ai sensi dell’art 650 del Codice Penale”.

Multe e denunce a Napoli per alcuni esponenti delle Reti sociali Napoletane scesi in strada per manifestare in occasione della Festa della Liberazione, sono stati multati e denunciati nonostante le iniziative si siano svolte in forma autorganizzata, con massimo dieci-dodici persone, tutte con dispositivi di protezione personale, molte meno di quelle che sostano fuori di qualunque negozio del centro cittadino. Un'assurda forzatura della Questura di Napoli che a Fuorigrotta, sia soprattutto in piazza Municipio che con uno spiegamento di forze di polizia intimidatorio e repressivo ha fermato, denunciato e multato una quindicina di persone perché in strada per aver aperto in totale sicurezza degli striscioni sui diritti dei più deboli.

A Milano e in molti comuni dell’hinterland milanese, da Sesto San Giovanni a Cinisello Balsamo, a Cologno Monzese e altri, ci sono state manifestazioni, in alcuni casi cortei, alcuni pacifici altri repressi brutalmente.

La polizia è intervenuta contro alcuni gruppi di compagni che portavano fiori alle lapidi identificandoli per multarli o denunciarli e, in alcuni casi, aggredendoli e manganellandoli. Gli episodi di violenza poliziesca più gravi si sono manifestati nei pressi di via Padova (zona Loreto) e via Ascanio Sforza, zona Ticinese. Sempre a Milano nel quartiere NIGUARDA “la staffetta porta un fiore al partigiano” è cominciata un giorno prima. Qui l’insurrezione contro i nazifascisti cominciò un giorno prima e un gruppo di compagni e compagne il 24 aprile ha fatto il giro di tutte le lapidi che ricordano i martiri partigiani portando un fiore. La mobilitazione è poi continuata il 25 Aprile, poco prima delle ore 15.00, all'interno dei caseggiati della cooperativa Abitare in via Val di Ledro. Molte persone sono scese in cortile cantando canzoni partigiane e, accompagnati da una tromba e una chitarra, hanno coinvolto molti abitanti ottenendo molta solidarietà anche dai balconi e finestre. Alla manifestazione spontanea hanno partecipato giovani e genitori con bambini, un vero corteo popolare improvvisato, che poi è uscito dal cortile ed è passato davanti alle lapidi dei partigiani di Niguarda per lasciarvi un fiore.

La manifestazione con musica e canzoni è continuata per le vie di Niguarda fra gli applausi e la solidarietà di chi si affacciava alle finestre. È poi arrivata la Digos che ha accompagnato il corteo senza intervenire. In questo caso la presenza di molti genitori con bambini e la grande solidarietà espressa dagli abitanti ai balconi ha “consigliato” e impedito alle forze dell’ordine qualsiasi provocazione poliziesca.

Davanti a questi atti repressivi, la redazione di "nuova unità" esprime la sua solidarietà militante e incondizionata a tutti i compagni vittime della repressione e a tutti gli antifascisti.

 

 

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